«Sono nata il 21 a primavera»

21 marzo: giornata mondiale della poesia

21 marzo: nasce Alda Merini

L’associazione centrodonna Evelina De Magistris festeggia, insieme alla Società Italiana delle Letterate, questa felice coincidenza ricordando Alda Merini attraverso le parole della sua biografa Luisella Vèroli.

Mercoledì 21 marzo, ore 17,30 Libreria Gaia Scienza via di Franco, 12 Livorno

incontriamo Luisella Vèroli ed il suo ultimo libro Alda Merini: ridevamo come matte (Melusine editore, 2011)

Alda Merini: ridevamo come matte copertina

 

La Maestra di poesia e la biografa. La poetessa candidata al Nobel e l'amica che le dà voce per farle raccontare, senza filtri, da donna a donna, la sua vita. Ridevamo come matte è l'elaborazione del lutto di Luisella Vèroli per la perdita inaspettata della sua "Sirena dei Navigli". Se nel suo primo libro su Merini, Reato di vita. Autobiografia e poesia, Vèroli, con discrezione di biografa, cura i materiali restando in ombra, in questo secondo volume, racconta di due donne che ironizzano su se stesse e su chi si prende troppo sul serio.

 

 

 

 

 

 

Liberamente ispirato a questo testo, lo spettacolo  

Ridevamo come matte dialogo tra una donna di genio( Alda Merini) e una di talento ( Luisella Vèroli),  andrà in scena, in prima nazionale, Sabato 24 marzo 2012, ore 21.30, Teatro C Nuovo Teatro delle Commedie Via G.M.Terreni, 5 Livorno. Adattamento teatrale e regia di Laura Cini

 

1 Risposta

  1. IL MIO ESSERE DI TE (come fosse Alda Merini)

    Tu mi tieni al mondo
    per un tuo capriccio
    come una spilla al merito
    come la selvaggina appesa a un fianco.

    Ed io mi lascio nel cantuccio,
    inerme al cospetto del tuo ego
    e bevo dai tuoi occhi trionfanti
    ebbra delle mie debolezze.

    Ti amo, nelle catene di un bisogno,
    tu padre inconsapevole con la frusta
    (che dai linfa alla mia femmina)
    d’un masochismo nato nel mio grembo.

    Oh, vivida stanchezza di miele e fiele!
    Questo carico mi traborda dalle vene
    e chiede la pace sulla pelle secca,
    che ormai matura è questa vita.

    Viro intorno alla mia sigaretta,
    che si spegne con un tuffo nell’oblio:
    tra l’ultimo fumo ti intravedo ancora un poco
    prima che la tua immagine sbiadisca ai contorni del mio specchio.

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