Scritto da Evelina, il 11 gennaio 2012
Mercoledì 18 gennaio, ore 16,30, Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 Livorno
Presentazione del libro
Non ho più paura. Tunisia. Diario di una rivoluzione
di
Francesca Russo Simone Santi (ed. Gremese, 2011).
Si tratta di un diario-cronaca che mostra come il gesto di un venditore ambulante, Mohamed Bouazizi, datosi fuoco per rivendicare la propria dignità, abbia innescato un movimento che ha coinvolto tutto il popolo, portando all’abbattimento del regime di Ben Alì.
Il racconto si basa sull’esperienza personale degli autori, italiani che vivono in Tunisia, sulle interviste a familiari delle persone uccise dalla polizia, ad avvocati, ad artisti, a blogger e giornalisti, e, principalmente, sulle centinaia di messaggi messi in rete sui social network Facebook e Twitter, la “piazza virtuale” che ha reso possibile lo sviluppo della “primavera araba”.
Interverrà la storica e antropologa tunisina Lilia Zaouali
Lilia Zaouali, nata a Sfax in Tunisia, ha studiato a Parigi, Roma e Perugia, conseguendo diplomi e dottorati. In ambito accademico ha lavorato presso l’Accademia americana Sarah Lawrence di Parigi, l’Università di Jussieu (Paris VII) e l’Università del Piemonte Orientale. Ha pubblicato diversi testi e saggi in Francia e Italia, inoltre collabora con la rivista bisemestriale Mars (Le Monde arabe dans la recherche scientifique), al sito Internet dell’Istituto del Mondo Arabo (www.imarabe.org) e con Slowfood. Inoltre si occupa di critica cinematografica, teatrale e letteraria per il manifesto. Tra i suoi libri ricordiamo: Medieval Cuisine of the Islamic World: A Concise History with 174 Recipes, University of California Press, 2007, con Charles Perry); L’islam a tavola dal medioevo a oggi, Laterza, 2004; Il sogno e l’approdo. Racconti di stranieri in Sicilia, Sellerio, 2009
Ringraziamo Il giardino dei Ciliegi di Firenze e Libere Tutte , che hanno reso possibile questo prezioso incontro.
Scritto da Evelina, il 9 ottobre 2011

Le giornate di maggio organizzate dalle donne aquilane, dolore e rabbia, ma anche tante energie positive: “raccontatelo”. Perché si pensa che l’emergenza L’Aquila sia stata in qualche modo risolta, che la gente stia nelle casette e che sia tornata la normalità. La verità è un’altra. Le terre-mutate di L’Aquila, le parole, gli sguardi e la passione lucida e l’intelligenza di tante donne, incontrate in quei giorni. “Raccontatelo”: ci abbiamo provato.
Con tante foto, con cui abbiamo realizzato una piccola mostra, che può essere vista fino al 24 ottobre alla Libreria Gaia Scienza di Livorno.
Con un quadernetto in cui sono raccolte riflessioni e racconti sulle terre-mutate.
Con un video.Raccontatelo sta succedendo a L’Aquila
Scritto da Evelina, il 31 gennaio 2011

Charlotte Salomon “Senza titolo” (1939-43)
Tempera, 24 x 35 cm. circa, tratta dall’opera «Vita? o teatro?» di proprietà dello Joods Museum, Amsterdam.
L’enorme cartello che domina lo spazio di questa tempera riporta un articolo antiebraico da una testata di brutale propaganda nazista antiebraica, “Der Stürmer”.
Abbiamo pensato di osservare il Giorno della Memoria in un pomeriggio al Centro Donna, in cui chi lo desidera può portare con sé ciò che vuole – una poesia, una frase, una riflessione, un canto, un video, o anche un silenzio.
Tutte e tutti saranno benvenuti, in questo spirito.
L’appuntamento è per il 2 febbraio alle ore 16.30, al Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3, Livorno
La memoria non è pacificazione, non è celebrazione, non è retorica, non è obbligo. La memoria percorre gesti, storie ed esistenze, le connota e le mette in discussione. La memoria è anche segno di contraddizione.
La memoria è un atto politico. La memoria non può essere un monumento statico: ha senso se è cosa viva, se si nutre di pensieri e di azioni, se viene continuamente rielaborata nella vita individuale e collettiva. E’ il monumento di Piero Calamandrei, fatto di luoghi – sassi, neve, terra – e di un patto di dignità e libertà. Un monumento di materia e di volontà libera: in questo consiste la memoria. E’ il senso del comando di Primo Levi: “meditate che questo è stato”. Un comando che impone a tutte e a tutti noi di farne esercizio quotidiano per leggere il passato, agire nel presente, costruire il futuro. Per questo, la memoria è azione politica. Limitarsi ad un presente senza spessore storico impedisce la sua stessa proiezione nel futuro, cancella ogni prospettiva sull’asse del tempo. Erode lo stesso concetto di responsabilità, fino a cancellarlo.
Accompagniamo questo nostro contributo al Giorno della Memoria con una poesia di Rachel Auerbach, fatta di nomi e di amore.
Si chiamavano
Abraham, Itzhak, Iaakov,
Israel e Hanoch, Tuvia, Menachem e Simcha,
Reuben, Szjmon, Josef e Beniamin
Moshe, Aron e Giosuè
Michele, Rafael e Gabriele.
David e Schlomo, Saul e anche Samuele,
Zacharia ed Ezechiele e perfino Geremia
E Meir con Eliezer, Hanina e Johanan come quelli del Talmud
E Zvi- Hirsch, E Dov- Beer, e Arie- Leib e Zeev- Wolf…
E Miriam, e Debora, e Hanna e Ruth
Shoshana e Penina
E Necha, Tema, Zivia
Come quelle care nonne dei tempi passati.
E Fruma, come la lettrice del tempio.
E Taibele e Faighele delle canzoni popolari.
E poiché erano così giovani, erano vicini alla mano della mamma,
carezzevole, e si vezzeggiavano l’un l’altro coi nomignoli
dell’infanzia. E siccome erano cresciuti in Polonia portavano
anche nomi vezzeggiativi polacchi:
Lutek ed Edek
Janek, Mietek, e Sewek
Olek e Tadek e perfino Staszek.
Antek, Marek, Kazik
e Marisia e Wandzia
E Stefa e Ruzia
E quelli dell’attività clandestina si davano nomi duri, seri, della Resistenza
C’era un interprete Josef e un combattente col nome Ignaz,
Adam scritto come nella Bibbia
E v’erano Michele e Zygmunt tra i più fedeli
Leon, e anche Adolf della Germania.
E quelli con i sogni di Israele portavano nomi
altisonanti e superbi, nomi del deserto, della Bibbia
E in un’altra città c’era un Laban scolpito nella stessa materia
E Jehuda era tra i comandanti come ai tempi dei Maccabei
e i Mordechai erano due fra gli spiriti forti e appassionati.
Diciamo le lodi dei ragazzi. Non li piangiamo. Amiamoli,
come se fossero tra noi.
Scritto da Evelina, il 15 gennaio 2011
Che cosa resta, intitolava Christa Wolf il suo libro che fa i conti con la violenza burocratica di una politica sclerotizzata sui meccanismi dell’amministrazione del potere e con una vita per i singoli consegnata sempre più all’isolamento. Con un’insistenza che proviene da più parti (basti citare l’ultimo rapporto Censis e i diversi dibattiti che ne sono seguiti) ci sentiamo ripetere che della dimensione politica, intesa come fare e passione comune, ben poco è rimasto.
Noi vogliamo rilanciare.
Incontriamo la scrittrice, giornalista e politica Luciana Castellina
Mercoledì 19 gennaio 2011 ore 16,30 al Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 – Livorno
Luciana Castellina è una delle protagoniste della politica e della cultura del nostro tempo.
Dal 1947 al 1969 ha fatto parte del Partito Comunista Italiano. Nel 1969 è stata tra i fondatori del gruppo de Il Manifesto. Dal ’58 al ’61 è stata editrice della rivista settimanale della Federazione Giovanile Comunista Nuova Generazione e poi del quotidiano Il Manifesto. È stata eletta deputato nelle file del Partito Comunista Italiano nel 1976, nel 1979 e nel 1983. Nel 1984 e nel 1989 è stata eletta nel Parlamento Europeo, dove è stata anche presidente della Commissione cultura e media. Nel 1992, dopo la separazione dal PCI, è stata eletta al Parlamento con Rifondazione Comunista. Dal 1998 al 2003 è stata presidente dell’Agenzia per la promozione del cinema italiano all’estero Italia-Cinema. Tra le ultime pubblicazioni: Cinquant’anni d’Europa. Una lettura antieroica, Utet, Torino 2007; Eurollywood. Il difficile ingresso della cultura nella costruzione dell’Europa, Ets Pisa 2008.
Scritto da Evelina, il 28 maggio 2010
“..l’asse sesso-denaro-politica è un virus che ha contagiato la stessa cultura del nostro vivere civile, l’immaginario e le relazioni, simboliche oltre che in molti casi reali tra uomini e donne “ (Bia Sarasini)
E tuttavia sappiamo che
“ se anche le narrative che appaiono egemoni in questa fase non ci comprendono – anzi, sembrano cancellare e svilire il valore di ciò che come donne abbiamo elaborato e praticato – è da noi e a noi che dobbiamo sempre, ogni volta, partire e ritornare per trovare forze, intelligenze, pratiche e progetti che raccontino e preparino altre narrazioni possibili” (Editoriale Leggendaria, n.80)
Parliamone, presentando il numero 80 della rivista

incontrandoci con
Anna Maria Crispino, direttora
Bia Sarasini, comitato di redazione
Giovedì 3 giugno 2010, ore 17,30 Libreria Gaia Scienza
Livorno, via di Franco,19
L’incontro è organizzato dalla associazione centrodonna Evelina De Magistris in collaborazione con la libreria Gaia Scienza e con il contributo del Centro Donna Liliana Paoletti Buti e del Comune di Livorno
Scritto da Evelina, il 12 novembre 2009
IL GROPPO – Sesso potere violenza
“Il groppo – sesso potere violenza” è il titolo del numero di settembre 2009 di Via Dogana, che “.. getta uno sguardo sul panorama caotico e disorientante dell’attualità politica italiana,” sollevando “..questioni di fondo: la lettura effettiva della realtà in un’epoca post-patriarcale; la centralità del conflitto tra i sessi a fronte di un riformarsi di un nuovo dominio sessista, l’interrogarsi tra donne sull’interpretazione della libertà femminile; il nodo sessualità potere”
Ed insieme apre anche ad una scommessa: “… cogliere l’occasione per trasformare i rapporti di potere in relazioni libere, dove scorra fiducia e un filo di felicità”.
Abbiamo invitato, per parlarne, Clara Jourdan, che fa parte della redazione della rivista Via Dogana e del sito internet della Libreria delle donne di Milano.
Ha scritto Clara: “ciò che è accaduto negli ultimi quarant’anni, che ha rivoluzionato i rapporti tra i sessi, viene spesso inteso dai mass media e dal senso comune come raggiungimento della parità delle donne con gli uomini, mentre nell’esperienza mia e di moltissime donne è stato ed è ricerca e pratica di possibilità di esistenza libera, attraverso la presa di coscienza e le relazioni tra donne”.
Ne parleremo con
Clara Jourdan
mercoledì 18 novembre 2009 ore 16.30
al Centro Donna
Largo Strozzi, 3 – Livorno
Vi aspettiamo!
Scritto da Evelina, il 1 novembre 2009
“LA VERITA’ SOTTO IL VELO DELLE APPARENZE”
Una politica istituzionale degradata, un potere senza autorità, brutalità nelle parole e nelle pratiche, gli spazi di libertà via via ridotti.
Ma soprattutto, l’emergere della questione sesso-potere-violenza.
“Viviamo in un Paese avvolto in una rete di menzogne, un ininterrotto reality-show in cui la verità non è tra gli optional, e le donne appaiono come triste simulacro di una femminilità partorita dalla fantasia maschile più retriva. Non è un caso, o una deriva spontaneamente regressiva, ma l’esito di un vero progetto ideologico che parte da lontano” (Bia Sarasini, Leggendaria, settembre 2009)
Ci incontriamo con
BIA SARASINI
mercoledì 4 novembre 2009 ore 16.30
al Centro Donna Largo Strozzi, 3 – Livorno
Scritto da Evelina, il 23 maggio 2008
Facciamo sentire la nostra solidarietà.
Inviate una email a: madres@madres.org
Dopo appena otto giorno dalle minacce di morte a Hebe de Bonafini e a sua figlia Alejandra, degli sconosciuti sono entrati all’alba di domenica 11 maggio e hanno distrutto vari uffici e stanze della Casa de las Madres e dell’Università Popolare delle Madres de Plaza de Mayo. Questi selvaggi hanno portato distruzione, hanno buttato all’aria gli uffici dell’Università, della Casa de las Madres, l’ufficio di Hebe de Bonafini e gli uffici amministrativi, ma non hanno portato via niente.
La modalità con cui è stata eseguita l’azione devastante dimostra che si è trattato di un innegabile atto di intimidazione e minaccia controle Madres de Plaza de Mayo.
Alcune ore dopo il fatto, Hebe de Bonafini ha espresso la sua lettura politica del deprecabile episodio, dicendo:
“Credo che sia molto chiaro. A mia figlia hanno detto: stiamo tornando e liquideremo te e tua madre. E questo è quanto sta succedendo perchè sono entrati nella Casa de las Madres, negli uffici della Stampa e nell’Università. Hanno rotto tutto, hanno aperto cassetti, hanno violato le serrature, rotto porte, hanno messo sottosopra tutto e non hanno portato via niente. Solo pochi soldi che avevo in ufficio, una borsetta dove ho il fazzoletto che indosso i giovedì in Piazza, un libretto con degli indirizzi, pochi, ma niente di più. Inoltre, dall’ufficio amministrativo non hanno prelevato gli assegni pronti per pagare i dipendenti della Radio e li hanno lasciati buttati a terra.
Sono attivi. Io dico che ci offrono tutto quanto, ci offrono sicurezza, ci offrono custodia, ma il miglior modo per tutelarci è che i ministri, i sottosegretari, la polizia, indaghino e scoprano chi sono quelli che sono stati capaci di far questo, altrimenti non serve”, ha concluso Hebe.
Diamo il nostro messaggio di solidarietà alle Madres de Plaza de Mayo scrivendo
a madres@madres.org
Angela Ferretti
Scritto da Evelina, il 16 aprile 2008
Comune di Livorno Centro Donna Associazione Centrodonna
Assessorato alle politiche di genere Evelina De Magistris – Livorno
Spesso, “è dallo stesso luogo che si sa e si ignora”:
FUTURO FEMMINILE
Passioni e ragioni nelle voci del femminismo dal dopoguerra a oggi
a cura di Lorella Reale, Luca Sossella ed. (Libro + DVD)
“E allora le immagini scorrono e travolgono in un’onda di emozioni che inizia ai primi del secolo e ricorda le prime costituenti, poi le deputate, fino agli anni della grandiosa battaglia femminista e a quella per le libertà civili. Più di cento minuti di storia, di memorie, di stupore. <<Donne non si nasce, si diventa>>: la straordinaria intuizione di Simone de Beauvoir diventa un’esperienza condivisa” (dalla prefazione di Daniela Ghezzi).
“… di politica parliamo, la nostra – nelle sue varie declinazioni – e la loro, quella di un ceto politico aggressivo, o acquiescente, all’innalzamento del livello di violenza che da mesi sta montando nel Paese …“.
IL NUOVO NUMERO DI LEGGENDARIA, DEDICATO A
“DONNE, POLITICA, VIOLENZA”
LORELLA REALE, CURATRICE DI “FUTURO FEMMINILE”
ANNA MARIA CRISPINO, DIRETTORA DI “LEGGENDARIA”
SARANNO AL CENTRO DONNA DI LIVORNO
IL 23 APRILE 2008, ALLE ORE 16.30
(largo Strozzi, 3 – Livorno)
Lorella Reale, giovane autrice e regista, ha collaborato alla realizzazione di documentari ed inchieste per Rai Educational e Report. Tra i suoi lavori: “Storia del movimento femminista in Italia. Dal dopoguerra agli anni ‘70” (2006), “Denaro e sentimenti” (2007), “Io sarò stata” (2007). Scrive di cinema e filosofia per “Filmaker’s Magazine”.
Anna Maria Crispino: “Vivo e lavoro a Roma, ma sono nata a Napoli – e ho sempre nostalgia del mare. Ho studiato in una scuola straniera e ho vissuto per alcuni periodi all’estero – Inghilterra, Scozia – esperienze che mi hanno segnato nella formazione e nelle relazioni con la/le lingue e le persone. Lavoro in un’agenzia di stampa, al dipartimento esteri, ma dirigo anche una rivista di donne “Leggendaria. Lingua, Letture, Linguaggi”. Un doppio lavoro, che riflette una duplicità di interessi fortemente intrecciati che è una costante della mia attività che risale agli anni dell’università … Da un lato, gli scenari internazionali, dall’altro le scritture e le letterature: due campi che si fondono nell’attenzione alle modalità narrative del presente in divenire e nella continua rielaborazione del passato e della memoria, nella ricerca delle connessioni tra gli eventi – anche i grandi eventi, come le guerre – e il modo in cui vengono raccontati, dai media in prima battuta e poi nella riflessione teorica, fino a permeare e sedimentarsi nelle scritture narrative vere e proprie…”.
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