Scritto da Evelina, il 4 dicembre 2011
APPUNTAMENTO CON……….

Una nuova proposta
della Associazione centrodonna Evelina De Magistris
Appuntamento:
Mercoledì 7 dicembre alle ore 16,30, al Centro donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 per parlare insieme di una figura di donna che ha affascinato molte di noi: Artemisia di Anna Banti. 
In questo periodo, fino al 29 gennaio 2012, al Palazzo Reale di Milano è in corso la mostra di Artemisia Gentileschi, la pittora del ‘600 di cui Anna Banti ha ricostruito le vicende e la figura in uno splendido romanzo. Lo “rileggiamo” insieme: una di noi vi proporrà la sua lettura, per parlarne, confrontarsi, per incontrare, parafrasando Anna Banti “ la nostra compagna di 4 secoli fa”
Con questa lettura, iniziamo una serie di incontri, dal titolo APPUNTAMENTO CON….., in cui parleremo di grandi donne, della realtà o dell’invenzione creativa.
Scritto da Evelina, il 25 novembre 2011
Presentazione del libro
Venerdì 2 dicembre 2011 , ore 16.30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti
Largo Strozzi, 3 - Livorno
Partecipa l’Assessore al sociale ed alle politiche di pari opportunità del Comune di Livorno
Gabriele Cantù
Collana “Frammenti” di Manidistrega Editrice
Distribuzione gratuita a cura
dell’Associazione Evelina De Magistris
Il volume, curato dall’Associazione Evelina De Magistris, reca testimonianza delle relazioni, dei lavori, dei racconti, delle riflessioni che il progetto, nato nel 2007, ha prodotto.
Lo abbiamo pensato come un volume agile, da far circolare, da far passare di mano in mano, capace di disseminare parole e fatti importanti e di stimolare curiosità.
C’è il lavoro di insegnanti, di studenti, di formatrici, di alunne e alunni, foto di lavori realizzati e resoconti di incontri pubblici.
Intrecciare percorsi, scambiarsi riflessioni, ragionare insieme, guardarsi negli occhi… insomma, TESSERE.
Nell’occasione verrà presentato, a cura dell’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris, il quaderno “MIGRANDO”, che contiene il lavoro svolto nell’a.s. 2010-2011 dalla classe IIIB della scuola primaria “G.Rodari” di Livorno, insegnante Nadia Caparrini.
Scritto da Evelina, il 24 maggio 2011
TESSERE Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

“Il mondo si è capovolto. Dall’Europa non si parte, ci si arriva. Su piccole barche, fragili gusci di noce. Lasciando in altre terre guerra e fame. E il mare è diventata una parola amara. Ma la parola migrante, in quelle terre lontane, è una bella parola, vuol dire coraggio, speranza, futuro.” (Mariana Chiesa Mateos)
Di Migrazioni parliamo, venerdì 27 maggio 2011, ore 17, Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3 Livorno
con
Mariana Chiesa Mateos, autrice di Migrando (orecchio acerbo editore, 2010) che racconta le storie di due migrazioni: quella degli italiani ed europei che vanno, agli inizi del ’900, verso il sudamerica e l’Argentina e quella, ancora più disperata, di oggi dove gommoni e mezzi di fortuna traghettano attraverso il mediterraneo uomini, donne e bambini dalle coste africane o mediorientali verso l’Europa.
Un libro senza parole. Per lasciare alla sensibilità di ciascuno l’epilogo della storia. Un libro delicato e al tempo stesso forte e concreto. Concreto come l’esperienza di Mariana – nipote di emigranti spagnoli in Argentina e migrante lei stessa dall’Argentina alla Spagna, fino all’Italia – che nei tratti dei “clandestini” che si affacciano sulle coste europee rivede il profilo del vecchio bisnonno.
La mattina del giorno 27 maggio, Mariana Chiesa Mateos incontrerà i bambini e le bambine della IIIB.. della scuola Rodari e la loro insegnante Nadia Caparrini che in questo anno scolastico hanno lavorato, proseguendo il percorso didattico iniziato in quello precedente, anche sul suo bellissimo testo.
Mariana Chiesa Mateos nasce a La Plata, in Argentina, nel 1967. Nel 1997 si trasferisce a Barcellona e dal 2008 risiede in Italia, vicino a Bologna. Lavora come illustratrice per editori di tutto il mondo: Media Vaca, Zoolibri, Sinsentido, L’Association. Oltre a Migrando, tra i suoi libri ricordiamo Mis primeras 80.000 palabras, opera collettiva uscita nel 2001 per Media Vaca di cui ha realizzato anche la copertina, e Tipos ilustrados per Cromotex nel 2004. Il libro No hay tiempo para jugar è stato premiato nel 2005 dalla Biblioteca Internazionale di Monaco ed è uscito in Italia per Zoolibri con il titolo Non c’è tempo per giocare.
L’incontro è organizzato dalle associazioni centrodonna Evelina De Magistris; Ci sia acqua ai due lati; Ippogrifo; dal Comune di Livorno, dal Centro Donna Liliana Paoletti Buti
Scritto da Evelina, il 5 marzo 2011
TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni
“Mi chiamo Alidad Shiri. Il mio nome vuol dire dono di Alì. Il mio cognome, Shiri, indica l’abbondanza e la bontà del cibo. Vuol dire infatti: tanto latte, molto dolce. Sono cresciuto in Afghanistan, nella città di Ghazni, ma quando avevo nove anni i talebani hanno ucciso il mio papà. Pochi mesi dopo la mia mamma, la mia sorella più piccola e la mia nonna sono morte sotto un bombardamento. Allora, i miei zii, mio fratello e mia sorella più grande siamo emigrati in Pakistan perché per noi era pericoloso rimanere. Ma lì non c’era futuro per me. Con un amico sono emigrato clandestinamente in Iran dove ho lavorato per due anni in una fabbrica di Teheran finché ho guadagnato abbastanza soldi per fuggire in Europa. Dopo un lungo e pericoloso viaggio sono arrivato in Alto Adige, legandomi sotto un tir che partiva dalla Grecia.”
“Ho atteso il momento giusto per sbarcare in Italia. Ce l’ho fatta. Ho avuto fortuna. Ma molti bambini che come me tentano la fortuna continuano a morire nell’indifferenza”.
La vicenda, raccontata dal protagonista con l’aiuto della sua insegnante Gina Abbate, dopo oltre un anno di lavoro e di ricostruzione dettagliata è diventata un libro:
Alidad Shiri e Gina Abbate
Via dalla pazza guerra. Un ragazzo in fuga dall’AfghanistanCasa editrice Il margine, 2007
Incontriamo
Alidad Shiri e Gina Abbate
mercoledì 9 marzo 2011, ore 16,30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3 Livorno
Scritto da Evelina, il 2 gennaio 2011
“Visto da dentro, visto da vicino, semplicemente visto, i Romanì sono un popolo che trabocca di vitalità, risorse e capacità da noi ormai non più immaginabili”
A “ vedere” ci aiuta
Daniela Lucatti, con il suo libro ROMantica gente (MAGI Edizioni scientifiche, 2008)
La incontriamo,nell’ambito del progetto TESSERE
Venerdì 14 gennaio 2011, ore 16,30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi, 3 Livorno
In questo “diario”, nato nell’ufficio stranieri del Comune di Pisa, si succedono storie di persone e innanzitutto donne ed è fotografata con vivida lucidità l’attuale situazione dei Rom in Italia. Di questo popolo, costretto al nomadismo e all’espatrio, che incarna l’esclusione per antonomasia, l’autrice ha saputo riportare le voci, le emozioni e i sentimenti, rompendo un silenzio “che miete vittime”.
Daniela Lucatti, psicoterapeuta e sessuologa vive a Pisa, dove lavora sia privatamente che presso l’associazione Casa della Donna, operando prevalentemente nelle situazioni di violenza su donne e minori. Per 11 anni è stata referente del Centro Informazione e Consulenza Cittadini extracomunitari e Rom. Attualmente presso la Biblioteca dei Ragazzi segue il settore interculturale. Oltre ai testi scientifici, ha pubblicato Acque (ETS ed. 2001); Storie di una storia sola (MAGI ed. 2006).
Nel 2008 ROMantica gente ha ricevuto il Premio Redazione nell’ambito del Premio Paese delle donne
Scritto da Evelina, il 1 maggio 2010
TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni
STRANIERO OVUNQUE
Identità, appartenenze, migrazione
«Partire mi sono detto. Partire! Staccarmi, cambiare aria… acquisire più libertà, un’altra libertà. Non fuggivo dalla mia cultura, non me ne vergognavo. No! Volevo prendere distanza, vedere altro. Partire e confrontarmi con l’altro. Partire e poter assumere la mia cultura per scelta mia e non per costrizione dovuta all’azzardo di una nascita in un paesino sperduto della montagna Cabila…»
Libertà, scelta, confrontocon l’altro: quale il ruolo della educazione e della scuola?
Ne parliamo con
Karim Metref
Venerdì 7 Maggio 2010, ore 17
Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3 Livorno
Karim Metref, dopo gli studi di scienze dell’educazione, ha lavorato come insegnante in un piccolo villaggio di montagna in Cabilia, impegnandosi, contemporaneamente per l’affermazione dei diritti culturali dei Berberi e per l’accesso ai diritti democratici in Algeria. Nel 1998 si è trasferito in Italia, prima in Liguria poi a Torino dove vive tuttora, operando come animatore e formatore in educazione alla pace, pedagogia interculturale e gestione nonviolenta dei conflitti. Scrive su varie testate cartacee (Carta, Internazionale, Il manifesto, CEM-Mondialità, Missioni della Consolata…) e elettroniche (Peacereporter, Babemed, Agoravox…). L’ultimo suo libro è Tagliato per l’esilio (Mangrovie, 2008).
“Il giornalismo e la scrittura sono strumenti per veicolare le mie convinzioni politiche e le nuove forme di pedagogia che ho imparato e che contribuisco a diffondere come formatore”.
Per conoscere meglio le attività di Karim, si consiglia di visitare il blog
http://karim-metref.over-blog.org/
L’incontro è organizzato da: Assessorato al benessere della persona Comune di Livorno; Centro Donna Liliana Paoletti Buti; Associazioni centrodonna Evelina De Magistris, Ci sia acqua ai due lati, Ippogrifo
Scritto da Evelina, il 25 aprile 2010
“….leggere non è un esercizio, un dovere sociale…è far nascere a noi stessi il mondo e il reale”.
Mercoledì 28 aprile 2010 ore 16,30
al Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 – Livorno
ci incontriamo con una “lettrice” di eccezione
Elisabetta Rasy
e il suo libro
Memorie di una lettrice notturna (Rizzoli, 2009)

Questo libro è una galleria di ritratti, un’antologia affettiva e personale delle scrittrici più amate, quelle con cui l’autrice ha passato intere giornate e soprattutto intere nottate, cercando di seguirne le voci, di coglierne le fantasie, di immedesimarsi nelle loro vite. Quasi un album di famiglia, con tanto di fotografie. Ed è allo stesso tempo una guida appassionata alle scrittrici del Novecento, scritta nella convinzione che il ventesimo secolo è stato il secolo in cui la voce femminile, uscendo da un lungo silenzio, ha illuminato con una luce nuova la realtà e il mondo dei corpi e delle emozioni.
Elisabetta Rasy vive e lavora a Roma. Ha scritto saggi e romanzi, tra cui ricordiamo La lingua della nutrice (Edizioni delle donne, 1978); Le donne e la letteratura (Editori Riuniti, 1984); La prima estasi (Mondadori, 1985); Il finale della battaglia (Feltrinelli, 1988); L’altra amante (Garzanti, 1990); Mezzi di trasporto (Garzanti, 1993); Ritratti di signora (Rizzoli 1995); Esercizi di lettura, con disegni di Giosetta Fioroni (Corraini, 1996); Posillipo (Rizzoli, 1997); L’ombra della luna (Rizzoli, 1999); Tra noi due (Rizzoli, 2002); Succede a Roma 2001-2004, con disegni di Giosetta Fioroni (Corraini, 2004); La scienza degli addii (Rizzoli, 2005); L’estranea (Rizzoli, 2007). Collabora a numerose testate giornalistiche.
L’incontro fa parte del percorso “Le donne e la scrittura”: in questo anno scolastico, attraverso la collaborazione tra docenti di due scuole, il Liceo Scientifico Enriques e l’Istituto Niccolini-Palli, e l’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris, a oltre duecento studenti è stata proposta la scoperta di testi non troppo frequentati nei programmi scolastici, testi scritti da donne, attraverso i quali emerge un altro sguardo, quella differenza che non è opposizione alla produzione maschile, ma espressione di altre soggettività, di una ricchezza che la riduzione ad un unico soggetto (quello maschile) non potrà mai avere. “Sarebbe mille volte un peccato se le donne scrivessero come gli uomini, o vivessero come gli uomini; poiché se due sessi non bastano considerando la vastità e la varietà del mondo, come ci si potrebbe arrangiare con uno solo?” Virginia Woolf.
L’incontro è organizzato dalla associazione centrodonna Evelina De Magistris, dall’assessorato al benessere della persona del Comune di Livorno,dal Centro Donna Liliana Paoletti Buti
Scritto da Evelina, il 22 febbraio 2010
“A volte penso che il paradiso debba essere un continuo infinito leggere“
(Virginia Woolf, luglio 1934)

Mercoledì,17 marzo 2010, ore 16,30 al Centro Donna, largo Strozzi 3
ci incontriamo con una “lettrice” di eccezione
Liliana Rampello
ed il suo libro
Il canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura
(Il Saggiatore, 2005)
“È il libro di una lettrice di Virginia Woolf, ben più che quello di una letterata (ed è la mia prima lode), pur essendo questa la formazione professionale di Rampello e pur essendo il suo un libro informato del molto che è stato scritto sulla Woolf. Non ho niente contro i letterati, intendiamoci, voglio solo dire che c’è una differenza. Qual è? Che lei, la lettrice Liliana, conosce la sua autrice dall’interno, e l’interno è l’esperienza di lettura, un’esperienza tutta speciale dove realmente chi legge s’incontra con chi scrive. E da lì ritorna a noi con la voglia di raccontare quello che le è capitato.” Luisa Muraro
Liliana Rampello ha insegnato per molti anni Estetica all’Università di Bologna. Vive e lavora a Milano come consulente editoriale. Dal 2001 al 2008 ha firmato la rubrica “Ai libri non si resiste” della rivista Via Dogana della Libreria delle Donne di Milano , del cui sito cura la stanza “Paradiso”. Autrice di numerosi saggi ha collaborato con il Verri, Rinascita, Studi di Estetica, la Nuova Informazione Bibliografica e Il filo di perle.
L’incontro fa parte del percorso Le donne e la scrittura: in questo anno scolastico, attraverso la collaborazione tra docenti di due scuole superiori e la nostra associazione, a oltre duecento studenti è stata proposta la scoperta di testi non troppo frequentati nei programmi scolastici, testi scritti da donne, attraverso i quali emerge un altro sguardo, quella differenza che non è opposizione alla produzione maschile, ma espressione di altre soggettività, di una ricchezza che la riduzione ad un unico soggetto (quello maschile) non potrà mai avere. “Sarebbe mille volte un peccato se le donne scrivessero come gli uomini, o vivessero come gli uomini; poiché se due sessi non bastano considerando la vastità e la varietà del mondo, come ci si potrebbe arrangiare con uno solo?” Virginia Woolf
Scritto da Evelina, il 2 febbraio 2010
TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni
Come conviviamo?
Quale percorso intraprendere per la convivenza armonica di soggetti diversi nello stesso territorio?
“….se domani approvassero la migliore delle leggi migratorie, se domani cadessero tutte le frontiere, il problema del razzismo e dello stare assieme non si risolverebbe da un giorno all’altro. Ed allora dobbiamo porci anche un’altra domanda: come conviviamo?” (Edda Pando)
Ne parliamo con
Edda Pando
![edda2[1] edda2[1]](http://www.evelinademagistris.it/wp-content/uploads/2010/01/edda211-300x199.jpg)
Venerdì 12 Febbraio 2010, ore 16
Centro Donna Largo Strozzi 3 Livorno
Edda Pando, peruviana, abita a Milano da venti anni ed è fondatrice della associazione interculturale Todo Cambia di Milano, fatta da persone di tutto il mondo che abitano in quella città. L’associazione lavora per “…favorire l’incontro, la conoscenza reciproca, il rispetto, la condivisione tra nuovi e vecchi cittadini di differente origine, tra modi differenti di vivere, di lavorare, di divertirsi, di mangiare, di abitare, di pregare.” Ed organizza ogni anno i corsi di Università Migrante per volontari (o aspiranti tali) delle associazioni e realtà che si occupano di immigrazione e antirazzismo. Si rivolge a cittadini immigrati e italiani, che desiderino diventare promotori di una sfida che riguarda tutti, immigrati e autoctoni, quella di pensare a una nuova idea e pratica della cittadinanza e che sappiano usare l’associazionismo e il lavoro volontario come strumenti per infondere nella società un po’di coraggio, di fantasia e di lungimiranza.
L’incontro è organizzato dalle associazioni centrodonna Evelina De Magistris, Ippogrifo, Ci sia acqua ai due lati, da Comune di Livorno e Centro Donna.
Scritto da Evelina, il 12 ottobre 2009

TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni
Quando tratto male una persona procuro sofferenza, ma sono io a perdere in umanità
Di fronte alla crescente diffusione di fenomeni di intolleranza, xenofobia, razzismo ed alla
approvazione di una legge, il cosiddetto Decreto sicurezza che rende gli immigrati ancora più
disperati, invisibili, ci sono persone, associazioni che rifiutano di “perdere in umanità” e con il
cuore e la ragione attuano pratiche concrete di solidarietà , accoglienza, relazione.
Ne parliamo con
ALBINO BIZZOTTO
Fondatore e presidente dei Beati i Costruttori di Pace
Venerdì 16 ottobre ore 16,30
al Centro Donna
Largo Strozzi,3 Livorno
Partecipano:
Maria Pia Lessi assessora del Comune di Livorno al Benessere della persona
Patrizia Susini avvocata, consulente legale di Oltrefrontiera
In collaborazione con la Comunità di base del Luogo Pio di Livorno
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