Scritto da Evelina, il 29 gennaio 2012

La cura del vivere è un documento de Il gruppo del mercoledì (Fulvia Bandoli, Maria Luisa Boccia, Elettra Deiana, Laura Gallucci, Letizia Paolozzi, Bianca Pomeranzi, Bia Sarasini, Rosetta Stella, Stefania Vulterini)) pubblicato, insieme a contributi individuali, come supplemento al numero di settembre 2011 di Leggendaria.
È una proposta politica e ne abbiamo discusso, noi dell’associazione centrodonna Evelina De Magistris, anche per reagire allo sconforto di fronte alla miseria ed al disastro della politica tradizionale.
La dimensione e la passione politica ci appartengono e con loro la ricerca di altre parole, altri sguardi, altro senso. Per questo vi proponiamo il testo del documento, accompagnato da alcune riflessioni che sono scaturite dal confronto tra di noi. Vorremmo discuterlo con voi…… potete , se lo desiderate, lasciare commenti, sollecitazioni, riflessioni.
Il 7 marzo, alle ore 16,30 ci troviamo al Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3: potremo così scambiarci idee e proposte. Vi aspettiamo.
ecco il materiale: basta un click
la cura del vivere: documento del gruppo del mercoledì
contributi delle “eveline”
Anna Maria La cura ovverosia pensieri in libertà.
Daniela La sapienza delle donne
Eleonora Riflessioni sulla parola cura
Lilly Riflessioni su la cura del vivere
Chiara un contributo FELIZ 2012 Esp Mafalda
Paola LA CURA, LA VITA, L’AGIRE POLITICO
Maria Pia Fare giustizia prendendosi cura?
Simona La cura come arte del buon vivere
Documenti presenti sul sito DeA
Scritto da Evelina, il 21 gennaio 2012
Mercoledì 25 gennaio 2012, ore 16,30 Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 Livorno
Conversazione su Else Lasker-Schüler, poeta e autrice teatrale, perseguitata dal nazismo
a cura di Gertrud Schneider
“Dal cielo
della mia solitudine fuggono via le stelle
pallide di terrore,
e l’ occhio nero della mezzanotte
sempre più incombe e fissa.
Non mi ritrovo più in quest’abbandono
di morte; sento d’essere
a cosmica distanza da me stessa,
fra grigia notte della primordiale paura”.
(Else Lasker-Schüler)
Verrà inoltre proiettato un video,“Fili di memoria”, realizzato da Eleonora Giordano
“I fili sono tutti qui: per la memoria, niente è mai perso”.
(Eudora Welty)
L’incontro è promosso da: Associazione centrodonna Evelina De Magistris; Comune di Livorno, Assessorato alle politiche delle pari opportunità; Centro Donna Liliana Paoletti Buti; ICIT Livorno; Goethe-Institut Italien; Ambasciata Tedesca; Comunità ebraica di Livorno; Anppia Livorno; ANPI Livorno.
 immagine tratta dal video "I fili della memoria"

- immagine tratta dal video “I fili della memoria”
Scritto da Evelina, il 4 settembre 2011

Le giornate di maggio organizzate dalle donne aquilane, dolore e rabbia, ma anche tante energie positive: “raccontatelo”. Perché si pensa che l’emergenza L’Aquila sia stata in qualche modo risolta, che la gente stia nelle casette e che sia tornata la normalità. La verità è un’altra. Le terre-mutate di L’Aquila, le parole, gli sguardi e la passione lucida e l’intelligenza di tante donne, incontrate in quei giorni. “Raccontatelo”: ci abbiamo provato. Con tante foto. Con un quadernetto in cui sono raccolte riflessioni e racconti sulle terre-mutate.
16 settembre 2011, alle ore 18
Libreria Gaia Scienza
via di Franco 12, Livorno.
Nicoletta Bardi e Valentina Valleriani del Comitato Donne Terre-mutate e Filomena Cioppi, presidente della Biblioteca delle donne “Melusine” de L’Aquila, racconteranno le terre-mutate de L’Aquila
Donne Terre-mutate | L’Aquila 7-8 Maggio 2011
Scritto da Evelina, il 28 ottobre 2010

La nostra associazione promuove per il mese di dicembre un incontro con alcune giovani studiose, che in questi mesi, su due numeri della rivista DWF, storica rivista di pensiero politico e cultura delle donne , come autrici e curatrici hanno parlato e fatto parlare altre donne di LAVORO, “…per ripensare assieme il lavoro a partire dal suo significato concreto e dal posto che occupa nella vita di ciascuna; per scorticarne la parola fino ad arrivare alla sua realtà più viva…”.
Proprio per “ripensare insieme” , vorremmo preparare l’incontro con il contributo di molte donne, ma anche di uomini; per questo abbiamo inviato messaggi e mail per chiedere la disponibilità a partecipare ad un confronto attraverso scambi di opinioni, testimonianze, riflessioni, utilizzando la rete.
A chi ci segue sul nostro blog, chiediamo la stessa cosa.
In questo modo a Dicembre si tratterà di riprendere i fili delle questioni, in un lavoro di approfondimento e conoscenza reciproca.
Potete trovare molti spunti, andando sul sito della rivista DWF , dove compaiono i due numeri sul lavoro:
Diversamente occupate. 2010, n.1 (85);
Lavoro. Se e solo se. 2010, n.2 (86)
e sul blog http://diversamenteoccupate.blogspot.com/
Intanto ecco due “spunti”:
la presentazione, curata da Teresa Di Martino (Redazione di DWF)
ed una poesia di Wislawa Szymborska: Scrivere un curriculum
Diversamente occupate al lavoro. Presentazione
Il nostro progetto nasce da un incontro e da un’urgenza. L’incontro di sei giovani donne con la redazione della storica rivista femminista di Roma dwf – donnawomanfemme (www.dwf.it) e l’urgenza di mettere a tema la dimensione lavorativa. Da qui la scelta di dedicare il primo numero del 2010 al tema del “lavoro” (Diversamente occupate, 1, 2010), dalla costatazione che la dimensione lavorativa tende ad imporsi come l’orizzonte rispetto al quale dobbiamo inevitabilmente misurare noi stesse, i nostri desideri, i nostri progetti e la nostra ricerca di senso, dando credito ad una narrazione che in realtà ci è estranea. L’urgenza è stata allora di dare voce a un’ insoddisfazione nei confronti dell’esperienza del lavoro, che non è semplicemente riconducibile alla precarietà delle condizioni lavorative, ma riguarda il bisogno di un altro modo di vivere il mondo del lavoro e la volontà di ri-prendere parola su cosa ci rende felici, ci realizza, ci dà soddisfazione. Continua a leggere
Scritto da Paola Meneganti, il 30 marzo 2010
Scrivo queste note, riflettendo su una possibile chiave di volta per affrontare il tema della memoria delle donne. L’occasione l’ha fornita l’incontro tra le associazioni femministe della Toscana, proposto dalla Casa della donna di Pisa, che si è tenuto il 27 marzo, i cui lavori della mattinata erano, appunto, dedicati al tema della memoria. Incontro al quale la mia associazione, Evelina De Magistris, era stata invitata.
In questi ultimi anni si è parlato di insufficienza di memoria e di ridondanza della memoria. Questo secondo caso è da mettere in rapporto a certe operazioni di “monumentalizzazione”: è una delle critiche che vengono rivolte alle varie giornate, alle cerimonie, ai corsi di formazione, ad occasioni che qualcuno ritiene siano obblighi e non un desiderio vivo di confrontarsi con il passato per leggere il presente. Un desiderio – forse, la cosa più importante – di amare chi non c’è più: le tracce, la lingua, la cultura, le esperienze, i sogni di chi non c’è più.
Ma c’è anche insufficienza di memoria, carenza di memoria, che si traduce nell’incapacità di mettersi nelle scarpe altrui. Ad esempio, noi italiani, popolo con una grande storia di emigrazione, nei confronti di chi oggi è migrante. Continua a leggere
Scritto da Paola Meneganti, il 25 febbraio 2010
Alla presenza di un folto gruppo di studenti di scuola media inferiore, Edda Pando è intervenuta al Centro Donna di Livorno lo scorso 12 febbraio, nell’ambito del progetto “Tessere”.
Edda, con i suoi ragionamenti rigorosi e semplici, ha destato un grande interesse nel pubblico, suscitando molti interventi.
Ma ascoltiamo le sue parole.
Io sono arrivata qui in Italia dal Perù venti anni fa. Vivo a Milano e lavoro nell’associazione “Todo cambia”: il nome deriva da una canzone di Mercedes Sosa. La potete ascoltare anche su youtube: (http://www.youtube.com/watch?v=bkan9AmOWwQ). Nell’associazione ci sono persone di nazionalità diversa, Continua a leggere
Scritto da Paola Meneganti, il 27 gennaio 2010
“Il mondo tornerà ad essere un giardino”.
Sono parole di Ilse Weber. Era poeta, musicista, autrice di libri per bambini e produceva programmi per la radio cecoslovacca, a Praga. Riuscì, con il marito, a salvare la vita del figlio maggiore, facendolo arrivare in Svezia prima del loro internamento a Terezin. Nel campo, Ilse lavorò nell’asilo dei bambini: c’è un dipinto di Malva Schalek che la raffigura mentre canta, accompagnandosi con la chitarra, per gli altri internati. Continua a leggere
Scritto da Letizia del Bubba, il 27 gennaio 2010
Da un paio di mesi io e Chiara, tutti i sabati mattina, quando siamo libere dal lavoro, andiamo “a fare un giro”in piazza dei Mille, via Terrazzini e dintorni. Qualcuno lo chiama quartiere Sant’Andrea, ma non esiste in questa città un quartiere con quel nome. Sant’Andrea è il nome di una chiesa e di una strada, il quartiere si è sempre chiamato San Marco-Pontino e non è mai stato un luogo particolarmente elegante. Perché andiamo lì? Beh, semplice, abbiamo letto e sentito che quello è diventato un “quartiere malfamato”dove non è sicuro abitare, lavorare, vivere. Dove la notte accadono risse e accoltellamenti, dove le donne residenti hanno paura a rientrare in casa da sole la sera o dove è facile trovare i portoni imbrattati di urina o vomito. E noi abbiamo voluto verificare di persona.
Pratichiamo quella che per l’antropologia urbana è “osservazione partecipante”. Continua a leggere
Scritto da Paola Meneganti, il 5 gennaio 2010
Nei mesi scorsi, le vicende che hanno coinvolto il presidente del consiglio, le escort, i festini, la reazione di Veronica Lario e, successivamente, ciò che è avvenuto a Piero Marrazzo hanno portato prepotentemente nel discorso pubblico un mare di reazioni, parole, analisi spesso anche scomposte e volgari, ma, comunque, basate su un dato: i rapporti tra uomini e donne, l’uso che se ne fa, la loro rappresentazione non sono un fatto confinabile nella sfera privata, ma che ha influenza in quella pubblica e politica.
Un disvelamento, ha detto qualcuno. La cruda verità di rapporti predatori e mercificati, oggetto di compravendita, sotto il velo mistificatorio della politica e della vita “normale”.
Potrei provare a sintetizzare così: i rapporti tra uomini e donne costituiscono una civiltà, che, in quanto tale, è regolata da relazioni amorose, affettive, sociali, economiche, politiche. Se in questa civiltà trovano posto lo sfruttamento, la violenza e la prevaricazione, è l’intera impalcatura a non reggere, a oscillare, a far circolare sofferenza e non benessere, paura e non apertura.
Per questo, cioè per tutto il mondo, è importante lavorare a costruire una nuova civiltà di rapporti tra donne e uomini. In cui trovino casa la consapevolezza della differenza sessuale ed il desiderio di condividere il cammino in questo mondo.
L’associazione Centrodonna Evelina De Magistris ne ha parlato in due incontri, con Bia Sarasini (lo scorso 4 novembre) e con Clara Jourdan (il 18 novembre). Continua a leggere
Scritto da Evelina, il 12 ottobre 2009
Tessere come azione di dar vita, con fili diversi, a qualcosa che li contiene ma è anche altro rispetto a ciascuno di essi, e tessere come quelle che compongono un mosaico: anche in questo caso, la molteplicità dei componenti e l’unitarietà del prodotto finale.
T (trame) (di)
E (esistenze)
S (sguardi)
S (saperi)
E (esperienze)
R (relazioni)
E (emozioni)
Straniero/straniera: un laboratorio
Le associazioni “Ci sia acqua ai due lati” e “Centrodonna Evelina De Magistris” hanno invitato alcune docenti ad elaborare insieme una ipotesi di percorso scolastico intorno ai temi dello straniero, della differenza e delle differenze, proponendo loro una traccia e alcuni materiali come base dell’idea progettuale. È nato così un progetto di attività biennale che coinvolge alcune classi di scuola media inferiore e superiore: comuni sono gli obiettivi, diversi i percorsi, declinati sulle caratteristiche delle classi coinvolte e inseriti nella programmazione didattica delle docenti.
L’obiettivo comune è quello di favorire una riflessione intorno al tema dello straniero, attraverso visioni di film, lettura di testi letterari e saggistici, incontri con testimoni ed esperti/esperte, affrontando, con sincerità, pregiudizi e timori, e nello stesso tempo facendo emergere la necessità della conoscenza per la formazione di un pensiero critico, una conoscenza che non riguarda solo l’oggi, ma anche il passato, in cui altre popolazioni (come quella italiana) hanno svolto il ruolo di stranieri e migranti.
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