da dove veniamo: molte di noi hanno dato, fin dal 1984, vita e sostanza al Centro Donna di Livorno (qualcuno ci chiama “le donne storiche” – e noi tanto sogghigniamo!), altre, anche per ragioni di età, sono arrivate, negli anni, da esperienze e luoghi diversi, interessate ai temi affrontati e, soprattutto, condividendo le pratiche politiche del gruppo.
Le nostre pratiche: operiamo cercando sempre di essere fedeli ad alcune pratiche politiche che caratterizzano il femminismo: la pratica della relazione e la pratica del partire da sé, che pensiamo possano vivificare la politica ed il desiderio che molte e molti hanno di agire nel mondo, ma che non riescono ad esprimere in una realtà ossificata e bloccata dai “giochi di ruolo”.
Il luogo/ i luoghi: la maggior parte delle nostre attività si svolge presso il Centro Donna Liliana Paoletti Buti di Livorno, largo Strozzi 3, dove ci riuniamo ogni mercoledì.
Abbiamo collaborato e collaboriamo con altre realtà, promuovendo incontri e iniziative anche in luoghi diversi dal Centro donna: librerie, associazioni, centri culturali, scuole.
Le attività: sono molteplici, e lo si vede “sfogliando” il nostro blog, che pure testimonia il lavoro soltanto dal 2008. Nascono da proposte, passioni, desideri di ciascuna di noi, convinte come siamo che la cultura, la sapienza, l’esperienza delle donne siano agenti di grande cambiamento per noi stesse e per gli altri e le altre, o per lo meno per chi non si riconosce in un mondo retto solo sulle relazioni di potere, ricchezza, sfruttamento.
Dall’Amministrazione Comunale di Livorno, a cui ci lega un rapporto politico, confermato e sottolineato dal Protocollo di Intesa, sottoscritto il 27 ottobre 2011, abbiamo avuto negli anni passati piccoli finanziamenti, che sono oggi messi in pericolo dallo stato di crisi del nostro paese.
Possiamo contare sulle relazioni che abbiamo con altre donne e uomini, che accettano di venire a parlare dei loro scritti, delle loro esperienze, proprio sulla base di un progetto condiviso e di un rapporto costante. Per quanto ci riguarda consideriamo il nostro lavoro una pratica politica, un gesto che sta nella relazione, nella costruzione di un mondo dotato di senso per noi, e quindi esso è completamente e assolutamente gratuito.
Commenti recenti