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	<title>Commenti per Evelina De Magistris</title>
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	<description>Associazione Centrodonna Livorno</description>
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		<title>Commenti su &#8220;Raccontatelo&#8221;, cosa sta accadendo a L&#8217;Aquila. di L&#8217;Aquila 2 anni dopo &#124; Evelina de Magistris</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2011/09/04/raccontatelo-cosa-sta-accadendo-a-laquila/comment-page-1/#comment-583</link>
		<dc:creator>L&#8217;Aquila 2 anni dopo &#124; Evelina de Magistris</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:56:18 +0000</pubDate>
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		<description>[...] &#8220;Raccontatelo&#8221;, cosa sta accadendo a L&#8217;Aquila. [...]</description>
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	<item>
		<title>Commenti su Tessere di La parola migrante è una bella parola &#124; Evelina de Magistris</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2009/10/12/tessere/comment-page-1/#comment-466</link>
		<dc:creator>La parola migrante è una bella parola &#124; Evelina de Magistris</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:46:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] parola migrante è una bella parola  Scritto da Evelina, il 24 maggio 2011 TESSERE Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] parola migrante è una bella parola  Scritto da Evelina, il 24 maggio 2011 TESSERE Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Tessere di via dalla pazza guerra &#124; Evelina de Magistris</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2009/10/12/tessere/comment-page-1/#comment-384</link>
		<dc:creator>via dalla pazza guerra &#124; Evelina de Magistris</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 12:21:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dalla pazza guerra  Scritto da Evelina, il 5 marzo 2011  TESSERE Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] dalla pazza guerra  Scritto da Evelina, il 5 marzo 2011  TESSERE Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Tessere di ROMantica gente &#124; Evelina de Magistris</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2009/10/12/tessere/comment-page-1/#comment-350</link>
		<dc:creator>ROMantica gente &#124; Evelina de Magistris</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 10:47:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] incontriamo,nell&#8217;ambito del progetto TESSERE Venerdì 14 gennaio 2011, ore 16,30 Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi, 3 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] incontriamo,nell&#8217;ambito del progetto TESSERE Venerdì 14 gennaio 2011, ore 16,30 Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi, 3 [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Per ripensare assieme il lavoro&#8230; di Annalisa Ippolito</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2010/12/04/per-ripensare-assieme-il-lavoro-2/comment-page-1/#comment-345</link>
		<dc:creator>Annalisa Ippolito</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 08:49:47 +0000</pubDate>
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		<description>Trovare un equilibrio sano nella realizzazione tra vita privata e lavorativa è una delle sfide che noi donne viviamo da sempre, storicamente e in senso moderno almeno da tre secoli. Da quando la rivoluzione industriale ci ha spinte a lavorare fuori dall’ambiente domestico e dall’artigianato casalingo impiegandoci attivamente nella produzione e nelle catene di montaggio. Oggi, dopo passaggi storici, rivoluzioni sociali e capovolgimenti epici, abbiamo la possibilità di misurarci in ogni settore e in tutti i campi lavorativi. In tutto questo progredire il peso delle scelte e di trovare una sana stabilita’ tra la vita privata, familiare e domestica e quella lavorativa e pubblica grava sulle nostre spalle a dispetto di politiche piu’ o meno giuste, di welfare e sostegno alla famiglia.
Ho sperimentatoe diversi cambiamenti radicali nella mia vita e la mia attivita’ presente è un regalo del destino per aver osato. Per aver creduto che ci fosse qualcosa di piu’ per me e che potevo ottenerla. Questo qualcosa era l’armonia. 
Il mandala è il mio strumento di lavoro e la mia piu’ grande passione. Forse dovrei dire che io sono lo strumento attraverso cui il mandala lavora con le persone. Andiamo per ordine. 
Prima di parlare di me e della mia esperienza  vorrei dedicare una parola al mandala. Il mandala come indica la parola sanscrita è un cerchio sacro. E’ un disegno geometrico simmetrico e proporzionato, fatto con le sabbie colorate dai monaci tibetani come strumento di meditazione e di crescita nel loro percorso sulla via dell’illuminazione. Con le ricerche che ho portato avanti, ho scoperto che esistono mandala e forme mandaliche in ogni parte del globo e questo se possibile ne accresce il valore simbolico. 
Le sue iconografie e i significati che celano fanno parte del nostro bagaglio o per dirla con lo psichiatra C.G. Jung sono parte dell’inconscio collettivo dell’umanita’ e per questo motivo il mandala è una forma espressiva tanto conosciuta e diffusa nel mondo.
Ho comiciato ad occuparmene nel 1999 e da quando ne ho colorato uno non ho piu’ smesso.
Da quell’anno ho cominciato a studiare il mandala e a sperimentarlo come strumento di benessere e di ricerca spirituale in modo sistematico. Sono entrata in contatto con alcuni tra i massimi esperti mondiali e ancora oggi non ho terminato il mio viaggio di scoperta all’interno di questo meraviglioso disegno.  

Dopo aver sperimentato per anni su me stessa i benefici del ora condivido la mia passione e le mie scoperte con chiunque voglia mettersi in cammino alla ricerca di se stesso e della propria creativita’.
Il mandala mi ha dato tanto e continua a regalarmi gioia e benessere attraverso i risultati e i benefici che ne ricavano le persone che lo sperimentano con me. E’ stata una scelta controcorrente la mia.
Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato e soddisfacente per seguire l’uomo di cui ero, e sono, innamorata alla faccia del mio dichiarato femminismo e dell’indipendenza. Aver aperto e scelto la via meno sensata (a detta della maggior parte delle mie amiche) e dell’amore mi ha dato la possibilita’ di vivere e approfondire con tre anni di viaggi e studi la mia passione. 
A volte è necessario osare, lasciare il certo per l’incerto e rischiare di perdere tutto. Perche’ se siamo sulla via del nostro scopo di vita nulla è impossibile. Chiamiamo la verita’ del nostro essere e insieme verra’ anche la buona sorte. Dopo anni e tanti cambiamenti ora sono nel posto giusto e nella giusta vita. 
La mia è stata fortuna? Puo’ essere, io credo di piu’ alla capacita’ di connettermi con le energie buone e positive del cosmo. La mia ricerca di armonia ed equilibrio mi ha portata a credere in tutto cio’ che facevo e una volta che ho smesso di preoccuparmi per quello che avrei dovuto fare e ho cominciato a seguire la mia aspirazione, il mio scopo di vita il resto è venuto fuori da se’. Anche la capacita’ di riconoscere e afferrare quelle occasioni, o sincronie, che altrimenti non avrei riconosciuto.

Molte donne con le quali mi confronto nei miei laboratori e nei seminari sono stritolate tra la loro indole e l’aspirazione.; cio’ che sono e cio’ che vorrebbero essere, cio’ che la societa’ ci impone di essere e di fare e cio’ che noi spesso ci preoccupiamo di dover dimostrare. E’ questo che le spoglia di energie e le rende tristi, questo che fa le loro  vite pesanti.
Da quando ho imparato che l’unica persona che non vorrei mai deludere è Annalisa sono molto piu’ serena e piena di entusiasmo per la vita nei confronti delle scelte che faccio. Non è facile e non è un percorso in piano, ho dovuto decostruire il mio falso ego e ho dovuto fare i conti con le ombre e i miei demoni, con le convenzioni del mio gruppo e della famiglia, della mia rete di amicizie e molte cose le ho perse per strada. Ogni rinuncia e ogni cambiamento è stata come una potatura che ha reso il resto dei legami e delle conoscenze piu’ profonde e vere. Tutto cio’ mi è stato possibile grazie ad un lavoro con il mandala e il suo “potere”.

Sulla base di questa esperienza il mio obiettivo è diffondere l’uso del mandala per la cura di se’ e del proprio benessere spirituale, generativo di consapevolezza e creatività fra piu’ persone possibile.
Il mandala non è la panacea di ogni problema ma puo’ essere un mezzo per metterci di fronte a noi stesse come in uno specchio e finalmente guardare e vedere quanto siamo belle quando siamo autentiche. Il mandala non mente e non ci permette di farlo.
Nei miei laboratori la maggior parte dei partecipanti, che sono la vera ricchezza delle attivita’, è costituito da donne. E per me è fonte di enorme gioia e orgoglio accompagnarle attraverso l’uso del mandala nella ricerca del proprio se’ e nell’accettazione e superamento di lutti e limiti che la vita ci impone perché essere umani.  
Ho visto sanare ferite e recuperare il senso e lo scopo della vita a persone che avevano paura di aver smarrito la via. Donne stanche di doversi dividere tra mille impegni che hanno trovato con il mandala un nuovo centro per se stesse.
Donne che dopo lo spaventoso terremoto di Haiti del gennaio passato (gennaio 2010) hanno riordinato le loro esistenze svuotate nei pochi secondi in cui avevano perso ogni riferimento delle loro vite dorate di mogli di diplomatici. In questa occasione il mandala è stato una chiave di lavoro molto utile per riaprire il canale della consapevolezza di se’ e della propria identita’ come persone prima che interpreti di ruoli.
Uno dei cammini possibili di recupero con il mandala è proprio questo. Focalizzando la nostra attenzione, costruendo il nostro percorso attraverso i cerchi concentrici e le icone del disegno arriviamo al centro del mandala che corrisponde al centro di noi stessi. Cosi’ facendo entriamo nella dimensione piu’ intima e consapevole di noi e conquistiamo la serenita’ e l’equilibrio cui siamo chiamate dalla vita. 

Il lavoro è una parte importante della nostra vita, volenti o nolenti ci identifica e offre una immagine di noi al mondo. Attraverso il mandala io ho scoperto qualcosa di piu’. 
Ho scorticato, per usare un termine del vostro invito, il senso della parola lavoro per me e ho scoperto che nessun lavoro mi avrebbe gratificato tanto quanto quell’unico che fosse esperienza di benessere e mi facesse sentire il cuore e l’anima liberi e leggeri.
E’ un lavoro in fieri il mio che cambia con il mio stesso cambiare, con la diversita’ dei caratteri delle persone, delle mie conoscenze e che probabilmente mutera’ ancora. Vedo questo aspetto come una grande opportunita’, come la possibilita’ di vivere a 360 gradi un’esistenza fatta di autenticita’ e accoglienza, fatta di amore per la vita e per tutto cio’ che mi circonda. Un percorso di speranza per me e tutte le donne affinche’ il coraggio che quotidianamente dimostriamo essendo noi stesse, e i mille ruoli che la vita ci chiama a ricoprire sia sempre accompagnato dalla consapevolezza e dall’illuminazione. 
Una volta ho pensato che le donne nascono gia’ con un livello avanzato di “Buddita’” in altre parole con un alto grado di illuminazione, di resistenza e di capacita’ organizzativa, ma poi per strada ci dimentichiamo di applicare tutto questo a noi stesse svuotandoci di energie e sentimenti, perdendo la nostra luce e lasciando che si affievolisca. Il mandala ci ricorda questa profonda semplice verita’: siamo cio’ che costruiamo e cio’ che vogliamo possiamo realizzarlo. Perche’ mai ci è dato un sogno senza la possibilita’ di realizzarlo.

Annalisa Ippolito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovare un equilibrio sano nella realizzazione tra vita privata e lavorativa è una delle sfide che noi donne viviamo da sempre, storicamente e in senso moderno almeno da tre secoli. Da quando la rivoluzione industriale ci ha spinte a lavorare fuori dall’ambiente domestico e dall’artigianato casalingo impiegandoci attivamente nella produzione e nelle catene di montaggio. Oggi, dopo passaggi storici, rivoluzioni sociali e capovolgimenti epici, abbiamo la possibilità di misurarci in ogni settore e in tutti i campi lavorativi. In tutto questo progredire il peso delle scelte e di trovare una sana stabilita’ tra la vita privata, familiare e domestica e quella lavorativa e pubblica grava sulle nostre spalle a dispetto di politiche piu’ o meno giuste, di welfare e sostegno alla famiglia.<br />
Ho sperimentatoe diversi cambiamenti radicali nella mia vita e la mia attivita’ presente è un regalo del destino per aver osato. Per aver creduto che ci fosse qualcosa di piu’ per me e che potevo ottenerla. Questo qualcosa era l’armonia.<br />
Il mandala è il mio strumento di lavoro e la mia piu’ grande passione. Forse dovrei dire che io sono lo strumento attraverso cui il mandala lavora con le persone. Andiamo per ordine.<br />
Prima di parlare di me e della mia esperienza  vorrei dedicare una parola al mandala. Il mandala come indica la parola sanscrita è un cerchio sacro. E’ un disegno geometrico simmetrico e proporzionato, fatto con le sabbie colorate dai monaci tibetani come strumento di meditazione e di crescita nel loro percorso sulla via dell’illuminazione. Con le ricerche che ho portato avanti, ho scoperto che esistono mandala e forme mandaliche in ogni parte del globo e questo se possibile ne accresce il valore simbolico.<br />
Le sue iconografie e i significati che celano fanno parte del nostro bagaglio o per dirla con lo psichiatra C.G. Jung sono parte dell’inconscio collettivo dell’umanita’ e per questo motivo il mandala è una forma espressiva tanto conosciuta e diffusa nel mondo.<br />
Ho comiciato ad occuparmene nel 1999 e da quando ne ho colorato uno non ho piu’ smesso.<br />
Da quell’anno ho cominciato a studiare il mandala e a sperimentarlo come strumento di benessere e di ricerca spirituale in modo sistematico. Sono entrata in contatto con alcuni tra i massimi esperti mondiali e ancora oggi non ho terminato il mio viaggio di scoperta all’interno di questo meraviglioso disegno.  </p>
<p>Dopo aver sperimentato per anni su me stessa i benefici del ora condivido la mia passione e le mie scoperte con chiunque voglia mettersi in cammino alla ricerca di se stesso e della propria creativita’.<br />
Il mandala mi ha dato tanto e continua a regalarmi gioia e benessere attraverso i risultati e i benefici che ne ricavano le persone che lo sperimentano con me. E’ stata una scelta controcorrente la mia.<br />
Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato e soddisfacente per seguire l’uomo di cui ero, e sono, innamorata alla faccia del mio dichiarato femminismo e dell’indipendenza. Aver aperto e scelto la via meno sensata (a detta della maggior parte delle mie amiche) e dell’amore mi ha dato la possibilita’ di vivere e approfondire con tre anni di viaggi e studi la mia passione.<br />
A volte è necessario osare, lasciare il certo per l’incerto e rischiare di perdere tutto. Perche’ se siamo sulla via del nostro scopo di vita nulla è impossibile. Chiamiamo la verita’ del nostro essere e insieme verra’ anche la buona sorte. Dopo anni e tanti cambiamenti ora sono nel posto giusto e nella giusta vita.<br />
La mia è stata fortuna? Puo’ essere, io credo di piu’ alla capacita’ di connettermi con le energie buone e positive del cosmo. La mia ricerca di armonia ed equilibrio mi ha portata a credere in tutto cio’ che facevo e una volta che ho smesso di preoccuparmi per quello che avrei dovuto fare e ho cominciato a seguire la mia aspirazione, il mio scopo di vita il resto è venuto fuori da se’. Anche la capacita’ di riconoscere e afferrare quelle occasioni, o sincronie, che altrimenti non avrei riconosciuto.</p>
<p>Molte donne con le quali mi confronto nei miei laboratori e nei seminari sono stritolate tra la loro indole e l’aspirazione.; cio’ che sono e cio’ che vorrebbero essere, cio’ che la societa’ ci impone di essere e di fare e cio’ che noi spesso ci preoccupiamo di dover dimostrare. E’ questo che le spoglia di energie e le rende tristi, questo che fa le loro  vite pesanti.<br />
Da quando ho imparato che l’unica persona che non vorrei mai deludere è Annalisa sono molto piu’ serena e piena di entusiasmo per la vita nei confronti delle scelte che faccio. Non è facile e non è un percorso in piano, ho dovuto decostruire il mio falso ego e ho dovuto fare i conti con le ombre e i miei demoni, con le convenzioni del mio gruppo e della famiglia, della mia rete di amicizie e molte cose le ho perse per strada. Ogni rinuncia e ogni cambiamento è stata come una potatura che ha reso il resto dei legami e delle conoscenze piu’ profonde e vere. Tutto cio’ mi è stato possibile grazie ad un lavoro con il mandala e il suo “potere”.</p>
<p>Sulla base di questa esperienza il mio obiettivo è diffondere l’uso del mandala per la cura di se’ e del proprio benessere spirituale, generativo di consapevolezza e creatività fra piu’ persone possibile.<br />
Il mandala non è la panacea di ogni problema ma puo’ essere un mezzo per metterci di fronte a noi stesse come in uno specchio e finalmente guardare e vedere quanto siamo belle quando siamo autentiche. Il mandala non mente e non ci permette di farlo.<br />
Nei miei laboratori la maggior parte dei partecipanti, che sono la vera ricchezza delle attivita’, è costituito da donne. E per me è fonte di enorme gioia e orgoglio accompagnarle attraverso l’uso del mandala nella ricerca del proprio se’ e nell’accettazione e superamento di lutti e limiti che la vita ci impone perché essere umani.<br />
Ho visto sanare ferite e recuperare il senso e lo scopo della vita a persone che avevano paura di aver smarrito la via. Donne stanche di doversi dividere tra mille impegni che hanno trovato con il mandala un nuovo centro per se stesse.<br />
Donne che dopo lo spaventoso terremoto di Haiti del gennaio passato (gennaio 2010) hanno riordinato le loro esistenze svuotate nei pochi secondi in cui avevano perso ogni riferimento delle loro vite dorate di mogli di diplomatici. In questa occasione il mandala è stato una chiave di lavoro molto utile per riaprire il canale della consapevolezza di se’ e della propria identita’ come persone prima che interpreti di ruoli.<br />
Uno dei cammini possibili di recupero con il mandala è proprio questo. Focalizzando la nostra attenzione, costruendo il nostro percorso attraverso i cerchi concentrici e le icone del disegno arriviamo al centro del mandala che corrisponde al centro di noi stessi. Cosi’ facendo entriamo nella dimensione piu’ intima e consapevole di noi e conquistiamo la serenita’ e l’equilibrio cui siamo chiamate dalla vita. </p>
<p>Il lavoro è una parte importante della nostra vita, volenti o nolenti ci identifica e offre una immagine di noi al mondo. Attraverso il mandala io ho scoperto qualcosa di piu’.<br />
Ho scorticato, per usare un termine del vostro invito, il senso della parola lavoro per me e ho scoperto che nessun lavoro mi avrebbe gratificato tanto quanto quell’unico che fosse esperienza di benessere e mi facesse sentire il cuore e l’anima liberi e leggeri.<br />
E’ un lavoro in fieri il mio che cambia con il mio stesso cambiare, con la diversita’ dei caratteri delle persone, delle mie conoscenze e che probabilmente mutera’ ancora. Vedo questo aspetto come una grande opportunita’, come la possibilita’ di vivere a 360 gradi un’esistenza fatta di autenticita’ e accoglienza, fatta di amore per la vita e per tutto cio’ che mi circonda. Un percorso di speranza per me e tutte le donne affinche’ il coraggio che quotidianamente dimostriamo essendo noi stesse, e i mille ruoli che la vita ci chiama a ricoprire sia sempre accompagnato dalla consapevolezza e dall’illuminazione.<br />
Una volta ho pensato che le donne nascono gia’ con un livello avanzato di “Buddita’” in altre parole con un alto grado di illuminazione, di resistenza e di capacita’ organizzativa, ma poi per strada ci dimentichiamo di applicare tutto questo a noi stesse svuotandoci di energie e sentimenti, perdendo la nostra luce e lasciando che si affievolisca. Il mandala ci ricorda questa profonda semplice verita’: siamo cio’ che costruiamo e cio’ che vogliamo possiamo realizzarlo. Perche’ mai ci è dato un sogno senza la possibilita’ di realizzarlo.</p>
<p>Annalisa Ippolito</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Per ripensare assieme il lavoro&#8230; di Damiana Barbato</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2010/12/04/per-ripensare-assieme-il-lavoro-2/comment-page-1/#comment-344</link>
		<dc:creator>Damiana Barbato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 08:40:55 +0000</pubDate>
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		<description>Parteciperò a questo interessante appuntamento per svariati motivi...sono una donna lavoratrice da molti anni, sono sempre molto occupata...a volte troppo, credo profondamente che nella vita anche lavorativa la bilancia della fatica non sia paritaria tra uomo e donna. 
Lavoro nel sociale e sperimento da anni come nonostante che statisticamente nel nostro settore la maggior parte delle lavoratrici siano donne, (da una ricerca nazionale sul lavoro sociale svolta nel 2009, si evince come su 2789 intervistati ben il 66%  siano donne!!) i ruoli dirigenziali siano prevalentemente occupati da uomini. Coordino l&#039;Associazione per la quale lavoro e la rappresento in alcuni coordinamenti sia Regionali che Nazionali, passo ore a tavoli di lavoro con diversi esponenti del servizio sia Pubblico che Privato ed è impressionante la disparità numerica che vi è tra i partecipanti. Gli uomini prevalgono di gran lunga e poco rappresentano il folto numero di donne che ogni giorno sono impegnate nei servizi di cura. 
Quando prendersi cura degli altri è anche il tuo lavoro e quando questo si intreccia con una serie di compiti/responsabilità/gioie/ruoli insite della vita familiare, è facile perdersi. &quot;Mi prendo cura e mi perdo di vista&quot;, &quot;Curo gli altri e trascuro i miei....&quot;, &quot;Non faccio mai abbastanza&quot;,. Il bisogno degli altri rischia di renderti preda, linfa vitale e insostituibile. 
Chi lavora nel sociale spesso ha da combattere con i propri senti di colpa, i propri limiti. Questo è ciò che spesso fanno le donne in genere ma quando curare è anche il tuo lavoro, la sensazione è quella di dover sempre scegliere chi &quot;curare e chi &quot;trascurare&quot; . La cosa positiva è che tutto questo è esente da competizione con gli uomini. Quando hai un collega uomo nel sociale è facile trovare l&#039;armonia perfetta, solitamente non è nel campo della cura che l&#039;uomo compete (quando cura non è scienza ovviamente.!!! ..).

 Damiana Barbato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parteciperò a questo interessante appuntamento per svariati motivi&#8230;sono una donna lavoratrice da molti anni, sono sempre molto occupata&#8230;a volte troppo, credo profondamente che nella vita anche lavorativa la bilancia della fatica non sia paritaria tra uomo e donna.<br />
Lavoro nel sociale e sperimento da anni come nonostante che statisticamente nel nostro settore la maggior parte delle lavoratrici siano donne, (da una ricerca nazionale sul lavoro sociale svolta nel 2009, si evince come su 2789 intervistati ben il 66%  siano donne!!) i ruoli dirigenziali siano prevalentemente occupati da uomini. Coordino l&#8217;Associazione per la quale lavoro e la rappresento in alcuni coordinamenti sia Regionali che Nazionali, passo ore a tavoli di lavoro con diversi esponenti del servizio sia Pubblico che Privato ed è impressionante la disparità numerica che vi è tra i partecipanti. Gli uomini prevalgono di gran lunga e poco rappresentano il folto numero di donne che ogni giorno sono impegnate nei servizi di cura.<br />
Quando prendersi cura degli altri è anche il tuo lavoro e quando questo si intreccia con una serie di compiti/responsabilità/gioie/ruoli insite della vita familiare, è facile perdersi. &#8220;Mi prendo cura e mi perdo di vista&#8221;, &#8220;Curo gli altri e trascuro i miei&#8230;.&#8221;, &#8220;Non faccio mai abbastanza&#8221;,. Il bisogno degli altri rischia di renderti preda, linfa vitale e insostituibile.<br />
Chi lavora nel sociale spesso ha da combattere con i propri senti di colpa, i propri limiti. Questo è ciò che spesso fanno le donne in genere ma quando curare è anche il tuo lavoro, la sensazione è quella di dover sempre scegliere chi &#8220;curare e chi &#8220;trascurare&#8221; . La cosa positiva è che tutto questo è esente da competizione con gli uomini. Quando hai un collega uomo nel sociale è facile trovare l&#8217;armonia perfetta, solitamente non è nel campo della cura che l&#8217;uomo compete (quando cura non è scienza ovviamente.!!! ..).</p>
<p> Damiana Barbato</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il terremoto raccontato dalle donne di Marco</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2010/11/14/il-terremoto-raccontato-dalle-donne-2/comment-page-1/#comment-322</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 09:44:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.evelinademagistris.it/?p=682#comment-322</guid>
		<description>Sono contento,
che le donne per l&#039;Aquila hanno fatto la loro parte.
Devono continuarla a fare, non arrendendosi.
Il ruolo della donna nella società è essenziale, perchè
gli essere umani non sono solo maschi ma anche femmine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contento,<br />
che le donne per l&#8217;Aquila hanno fatto la loro parte.<br />
Devono continuarla a fare, non arrendendosi.<br />
Il ruolo della donna nella società è essenziale, perchè<br />
gli essere umani non sono solo maschi ma anche femmine.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In giro per via Terrazzini di Martina</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2010/01/27/in-giro-per-via-terrazzini/comment-page-1/#comment-306</link>
		<dc:creator>Martina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 13:13:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.evelinademagistris.it/?p=192#comment-306</guid>
		<description>Ciao Letizia, ho letto con interesse il tuo articolo e, abitando in via terrazzini ,devo dire che la tua descrizione è in parte veriteria ma un po&#039; superficiale.

Purtroppo la situazione è davvero particolare e a volte al limite della sopportazione; sono a favore dell&#039;integrazione ma tutto ciò dovrebbe avvenire con rispetto e controllo da parte delle autorità competenti.
I negozzi o presunti tali non rispettano nessun tipo di orario o turno di riposo, così anche ben oltre qualsiasi ragionevole orario siamo costretti a subire confusione e schiamazzi di persone più o meno ubriache anche fino alle 22 di sera.

In Via Terrazzini 27/29/31 ha aperto da poco un locale gestito da peruviani e, se la domenica pomeriggio( GIORNO IN CUI OGNUNO DI NOI SPERA IN UN PO&#039; DI RIPOSO E PACE) è frequentato da famiglie e quindi un po&#039; più rassicurante ma ugualmente rumoroso, in quanto tengono la musica a tutto volume tanto da sentirle anche a finestre chiuse e tv accesa;il  venerdi, il sabato, e la domenica sera, è frequentato da gente davvero rumorosa e ubriaca che poco invoglia ad uscire (stanno sempre fino a mezzanotte/l&#039;una.)!!!!
Domenica scorsa ad esempio mi sono affacciata per chiudere le persiane della mia frinestra, che è praticamente davanto a questo&quot;club&quot; e c&#039;era uno di questi ragazzi peruviani che stava urinando di fronte al mio portone!!!!!

Allora mi chiedo è possibile che in zone sensibili come questa continuino a dare i permessi per aprire questi pseudo locali senza nessun controllo?

Credimi a volte la situazione e davvero pesante.
E la sensazione è quella di essere abbandonati a noi stessi, dove l&#039;unica cosa che regna è l&#039;anarchia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Letizia, ho letto con interesse il tuo articolo e, abitando in via terrazzini ,devo dire che la tua descrizione è in parte veriteria ma un po&#8217; superficiale.</p>
<p>Purtroppo la situazione è davvero particolare e a volte al limite della sopportazione; sono a favore dell&#8217;integrazione ma tutto ciò dovrebbe avvenire con rispetto e controllo da parte delle autorità competenti.<br />
I negozzi o presunti tali non rispettano nessun tipo di orario o turno di riposo, così anche ben oltre qualsiasi ragionevole orario siamo costretti a subire confusione e schiamazzi di persone più o meno ubriache anche fino alle 22 di sera.</p>
<p>In Via Terrazzini 27/29/31 ha aperto da poco un locale gestito da peruviani e, se la domenica pomeriggio( GIORNO IN CUI OGNUNO DI NOI SPERA IN UN PO&#8217; DI RIPOSO E PACE) è frequentato da famiglie e quindi un po&#8217; più rassicurante ma ugualmente rumoroso, in quanto tengono la musica a tutto volume tanto da sentirle anche a finestre chiuse e tv accesa;il  venerdi, il sabato, e la domenica sera, è frequentato da gente davvero rumorosa e ubriaca che poco invoglia ad uscire (stanno sempre fino a mezzanotte/l&#8217;una.)!!!!<br />
Domenica scorsa ad esempio mi sono affacciata per chiudere le persiane della mia frinestra, che è praticamente davanto a questo&#8221;club&#8221; e c&#8217;era uno di questi ragazzi peruviani che stava urinando di fronte al mio portone!!!!!</p>
<p>Allora mi chiedo è possibile che in zone sensibili come questa continuino a dare i permessi per aprire questi pseudo locali senza nessun controllo?</p>
<p>Credimi a volte la situazione e davvero pesante.<br />
E la sensazione è quella di essere abbandonati a noi stessi, dove l&#8217;unica cosa che regna è l&#8217;anarchia.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su IL GROPPO. “SE CI SONO RAPPORTI TRA UOMINI E DONNE DI PURO ESERCIZIO DEL POTERE, CHI LO ACCETTA SI ASSOGGETTA. E SI TRATTA DI PIÙ DONNE CHE UOMINI”. di Paola</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2010/01/05/il-groppo-%e2%80%9cse-ci-sono-rapporti-tra-uomini-e-donne-di-puro-esercizio-del-potere-chi-lo-accetta-si-assoggetta-e-si-tratta-di-piu-donne-che-uomini%e2%80%9d/comment-page-1/#comment-190</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:05:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.evelinademagistris.it/?p=143#comment-190</guid>
		<description>Grazie per il tuo intervento. Qualcosa si muove nel mondo maschile: Alberto Leiss ne ha parlato, con Letizia Paolozzi, lo scorso sabato; mercoledì sarà la volta di Stefano Ciccone, al Centro Donna. Se verrai ci farai molto piacere. A presto, Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo intervento. Qualcosa si muove nel mondo maschile: Alberto Leiss ne ha parlato, con Letizia Paolozzi, lo scorso sabato; mercoledì sarà la volta di Stefano Ciccone, al Centro Donna. Se verrai ci farai molto piacere. A presto, Paola</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su IL GROPPO. “SE CI SONO RAPPORTI TRA UOMINI E DONNE DI PURO ESERCIZIO DEL POTERE, CHI LO ACCETTA SI ASSOGGETTA. E SI TRATTA DI PIÙ DONNE CHE UOMINI”. di grazia</title>
		<link>http://www.evelinademagistris.it/2010/01/05/il-groppo-%e2%80%9cse-ci-sono-rapporti-tra-uomini-e-donne-di-puro-esercizio-del-potere-chi-lo-accetta-si-assoggetta-e-si-tratta-di-piu-donne-che-uomini%e2%80%9d/comment-page-1/#comment-189</link>
		<dc:creator>grazia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 19:40:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.evelinademagistris.it/?p=143#comment-189</guid>
		<description>ho seguito con interesse i due ultimi incontri  con la sarasini e con la jordan e sono stata contenta di vedere la sala piena di donne .segno che il grido d&#039;allarme è arrivato nonostante si parli di silenzio delle donne. l&#039;età media delle donne presenti però è alta ,spero che le nostre figlie abbiano altri luoghi comuni in cui elaborare le loro riflessione o predisporre la loro azione .Spero che le donne oggi cinquantenni abbiano seminato nelle più giovani  la fiducia nel lavoro comune con gli altri per le battaglie di civiltà .Sole si è solo più deboli ma anche se rimaniamo chiuse in un salotto buono circondate da vecchie e fidate amiche mentre fuori monta la barbarie la forza delle nostre buone idee non cresce.Credo che l&#039;azione  della discussa veronica sia stato un esempio semplice di quanto può essere incisivo  e destabilizzante un atto d&#039;imperio mosso da una moglie che cura certamente gli interessi di famiglia ma dice anche al paese governato da suo marito &quot;occhio lui sta malino ,potrebbe far altri danni&quot;E anche noi potremmo forse incidere di più sui vincoli di omertà che ci tengono legate  ad un sistema produttivo e formativo  che non vuol essere messo in discussione  a pena esclusione dallo stesso.talchè accettiamo come cosa ovvia essere chiamate risorsa umana, codificate,monitorate, soppesate o scomposte in fattori produttivi  da giocare sul mercato del lavoro,fra cui  età e bella presenza, nubile senza figli, disponibilità, flessibilità e poi tutte quelle belle cose che fanno tanto immaginario moderno (etim. modo- odierno alias come va fatto oggi)Ma vi pare che per non correre il rischio di passare da censori sessantottini o da invidiose in menopausa si debba declinare il dovere di testimonianza di saggezza e di critica costruttiva che una popolazione adulta deve mettere a disposizione ? Anche raccontare il mondo che avremmo voluto e che vorremmo è un bell&#039;esercizio di onestà nei confronti dei giovani ; onestà nel confermare la nostra fiducia negli uomini e nel futuro, onestà nel riconoscere i propri limiti,ma anche onestà di resituire quel che possiamo. Mettendo a disposizione  la propria esperienza e il proprio ascolto potremmo forse essere utili  anche a quei  giovani maschi che vogliono parlare delle loro paure che ci domandano di capire meglio le giovani donne che abbiamo cresciuto ed educato a fianco a loro ma in un modello emancipato che li spiazza e nello stesso tempo rasserenare i timori di tante ragazze che pur disinvolte e autonome nelle relazioni col mondo  improvvisamente si scoprono  artefici dei loro rapporti amorosi ma insicure di essere mai state desiderate e amate per quello che sono e non apprezzate come amministratrici delegate di coppia srl</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho seguito con interesse i due ultimi incontri  con la sarasini e con la jordan e sono stata contenta di vedere la sala piena di donne .segno che il grido d&#8217;allarme è arrivato nonostante si parli di silenzio delle donne. l&#8217;età media delle donne presenti però è alta ,spero che le nostre figlie abbiano altri luoghi comuni in cui elaborare le loro riflessione o predisporre la loro azione .Spero che le donne oggi cinquantenni abbiano seminato nelle più giovani  la fiducia nel lavoro comune con gli altri per le battaglie di civiltà .Sole si è solo più deboli ma anche se rimaniamo chiuse in un salotto buono circondate da vecchie e fidate amiche mentre fuori monta la barbarie la forza delle nostre buone idee non cresce.Credo che l&#8217;azione  della discussa veronica sia stato un esempio semplice di quanto può essere incisivo  e destabilizzante un atto d&#8217;imperio mosso da una moglie che cura certamente gli interessi di famiglia ma dice anche al paese governato da suo marito &#8220;occhio lui sta malino ,potrebbe far altri danni&#8221;E anche noi potremmo forse incidere di più sui vincoli di omertà che ci tengono legate  ad un sistema produttivo e formativo  che non vuol essere messo in discussione  a pena esclusione dallo stesso.talchè accettiamo come cosa ovvia essere chiamate risorsa umana, codificate,monitorate, soppesate o scomposte in fattori produttivi  da giocare sul mercato del lavoro,fra cui  età e bella presenza, nubile senza figli, disponibilità, flessibilità e poi tutte quelle belle cose che fanno tanto immaginario moderno (etim. modo- odierno alias come va fatto oggi)Ma vi pare che per non correre il rischio di passare da censori sessantottini o da invidiose in menopausa si debba declinare il dovere di testimonianza di saggezza e di critica costruttiva che una popolazione adulta deve mettere a disposizione ? Anche raccontare il mondo che avremmo voluto e che vorremmo è un bell&#8217;esercizio di onestà nei confronti dei giovani ; onestà nel confermare la nostra fiducia negli uomini e nel futuro, onestà nel riconoscere i propri limiti,ma anche onestà di resituire quel che possiamo. Mettendo a disposizione  la propria esperienza e il proprio ascolto potremmo forse essere utili  anche a quei  giovani maschi che vogliono parlare delle loro paure che ci domandano di capire meglio le giovani donne che abbiamo cresciuto ed educato a fianco a loro ma in un modello emancipato che li spiazza e nello stesso tempo rasserenare i timori di tante ragazze che pur disinvolte e autonome nelle relazioni col mondo  improvvisamente si scoprono  artefici dei loro rapporti amorosi ma insicure di essere mai state desiderate e amate per quello che sono e non apprezzate come amministratrici delegate di coppia srl</p>
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