Il risveglio del corpo

Nel corpo c’è tutto il nostro esistere nel mondo

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Mercoledì 11 maggio, alle ore 17, Centro Donna, largo Strozzi 3 – Livorno

Nadia Tarantini presenta

IL RISVEGLIO DEL CORPO. DAI SINTOMI ALLE EMOZIONI L’ARTE DELLA SALUTE (IACOBELLI, 2011),
SCRITTO INSIEME A MARIA TERESA PINARDI

Il risveglio del corpo è un libro conosciuto, amato e citato tra i cultori della medicina naturale, esperti e non. Pubblicato per la prima volta nel 1996, è stato ristampato due volte e da due è uscito fuori catalogo. Introvabile ma ancora oggi ricercatissimo, esce in una nuova edizione rivista e aggiornata.
Utile come un manuale ma godibile come un romanzo, Il risveglio del corpo ci guida, lungo percorsi alternativi alla medicina ufficiale, per avvicinarci allo shiatsu e alla medicina cinese, ai fiori di Bach e alla ginnastica dolce; ci detta le ricette e i rimedi più giusti, ci indica i cibi migliori.
E’ un invito spassionato a trovare un rapporto nuovo con il nostro corpo: perché nel corpo c’è tutto il nostro esistere nel mondo, la coscienza di sé, la vita psichica e immaginativa, la mente razionale e l’aspirazione alla spiritualità, che è dare voce alla parte più sottile di noi.

Partecipa Laura Chellini, operatrice e insegnante shiatsu, esperta in tecniche olistiche

Nadia Tarantini, giornalista e scrittrice, ha frequentato la scuola di shiatsu e Medicina cinese diretta da Maria Teresa Pinardi, corsi e seminari di psicoterapia, medicina tradizionale Maori, kundalini yoga e fiori di Bach. Laureata in Filosofia con una tesi sperimentale sulla psicologia dell’età evolutiva, conduce corsi e seminari di scrittura (“Le vie dei cinque sensi”) e laboratori di scrittura in alcune università. È nel comitato di redazione della rivista Leggendaria.

IL GROPPO. “SE CI SONO RAPPORTI TRA UOMINI E DONNE DI PURO ESERCIZIO DEL POTERE, CHI LO ACCETTA SI ASSOGGETTA. E SI TRATTA DI PIÙ DONNE CHE UOMINI”.

Nei mesi scorsi, le vicende che hanno coinvolto il presidente del consiglio, le escort, i festini, la reazione di Veronica Lario e, successivamente, ciò che è avvenuto a Piero Marrazzo hanno portato prepotentemente nel discorso pubblico un mare di reazioni, parole, analisi spesso anche scomposte e volgari, ma, comunque, basate su un dato: i rapporti tra uomini e donne, l’uso che se ne fa, la loro rappresentazione non sono un  fatto confinabile nella sfera privata, ma che ha influenza in quella pubblica e politica.
Un disvelamento, ha detto qualcuno. La cruda verità di rapporti predatori e mercificati, oggetto di compravendita, sotto il velo mistificatorio della politica e della vita “normale”.
Potrei provare a sintetizzare così: i rapporti tra uomini e donne costituiscono una civiltà, che, in quanto tale, è regolata da relazioni amorose, affettive, sociali, economiche, politiche. Se in questa civiltà trovano posto lo sfruttamento, la violenza e la prevaricazione, è l’intera impalcatura a non reggere, a oscillare, a far circolare sofferenza e non benessere, paura e non apertura.
Per questo, cioè per tutto il mondo, è importante lavorare a costruire una nuova civiltà di rapporti tra donne e uomini. In cui trovino casa  la consapevolezza della differenza sessuale ed il desiderio di condividere il cammino in questo mondo.

L’associazione Centrodonna Evelina De Magistris ne ha parlato in due incontri, con Bia Sarasini (lo scorso 4 novembre) e con Clara Jourdan (il 18 novembre). Continua a leggere

“Ho deciso di divorziare dal corpo”: incontro con Paola Balzarro

Dopo l’incontro con Benedetta Barzini, l’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris ha continuato il   percorso di  riflessione sui temi della bellezza e del rapporto, spesso difficile, con il corpo. Perché il corpo dice moltissimo di noi, e dice molto della cultura e della società in cui viviamo. I disturbi alimentari sono la spia di un disagio:  il corpo che parla al posto del cuore e della mente che vogliono tacere, la moda che impone nei negozi taglie impossibili … tutto questo è nel bel romanzo di Paola Balzarro, “L’infinito in un boccone”, nato da una storia realmente vissuta. Paola Balzarro ne ha parlato lo scorso 6 maggio al Centro Donna di Livorno. Continua a leggere

PERCHÉ LA PAROLA CHIAVE SIA “AUTENTICITÀ” – BENEDETTA BARZINI AL CENTRO DONNA

Benedetta Barzini a Livorno
Foto di Cristina Vennero

Benedetta Barzini, modella di grido negli anni ’60, docente al Politecnico di Milano, giornalista, donna impegnata in un discorso pubblico serio e rigoroso sui modelli di bellezza, sui canoni imposti ed il loro influsso sull’esistenza quotidiana di ragazzi e ragazze, di donne e di uomini, ha partecipato, lo scorso 22 aprile, ad un incontro al Centro Donna di Livorno, organizzato dall’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris,  il cui titolo già suona un po’ come una provocazione: “La bellezza è un prodotto in vendita?”. Di fronte ad un folto pubblico, tra cui tanti studenti di scuola media,  Barzini raccoglie subito la sfida e dice: sì, assolutamente sì. Ma subito aggiunge che c’è un abuso della parola “bello”, e che dovremmo provare a descrivere cosa è per noi la bellezza; e anche, con la stessa logica, cercare di evitare di dire “brutto”

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Vittime innocenti e feroci sul palcoscenico della distruzione, di Adriana Cavarero – Il Manifesto 28 marzo 2008

Orrorismo Vittime innocenti e feroci sul palcoscenico della distruzioneLa crisi del lessico politico di fronte alla violenza. La rielaborazione di uno degli interventi in programma oggi al meeting «Try Freedom» sugli studi postcoloniali Un attentato kamikaze compiuto a Baghdad da due donne affette dalla sindrome di Down rivela il corto circuito autoreferenziale annidato in seno al terrorismo
Adriana Cavarero

Al giorno d’oggi una teoria della violenza non può che essere globale: le pratiche umane di massacro, infatti, permeano in profondità l’attuale universo geopolitico post-statale e metamorfico, un universo caratterizzato – e all’apparenza cristallizzato – da molteplici avvenimenti, che avvengono con sempre maggiore frequenza in ogni angolo del pianeta e nei quali le persone indifese, proprio in quanto totalmente vulnerabili, si rivelano come i bersagli esemplari della devastazione. Tali avvenimenti sono importanti e significativi per la concettualizzazione dell’orrore, ma in una prospettiva occidentale nessuno di loro può evidentemente competere, se non altro per le sue dimensioni spettacolari, con il crollo delle Torri gemelle

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“Il sì della donna non si può saltare”: vi racconto del 18 marzo scorso

 “Il sì della donna non si può saltare”: sulla base di un documento aperto da questa frase, di Clara Jourdan, il 18 marzo si è svolto un incontro, organizzato dall’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris, che, a partire dal dibattito su aborto e 194, recentemente sviluppatosi, ha voluto ampliarne l’orizzonte politico.Perché, quando ci sono momenti di crisi, momenti di snodo della vita pubblica, si finisce con il parlare di aborto, di sessualità femminile, del corpo delle donne, spesso in modo assolutamente scomposto ed ipocrita, quando non violento?

Ho introdotto i lavori io, e ho tentato questa risposta: perché, nei momenti di crisi, la società ancora fortemente segnata dal patriarcato tenta di serrarsi in difesa dell’autoconservazione , e la libertà femminile è un grande inciampo su questa strada. La libertà femminile fa problema e produce conflitto.

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