“STORIE MIGRANTI”: UN VUOTO DI STORIA RIEMPITO DA LUOGHI COMUNI

“Questo corpo così assetato e stanco forse non arriverà fino all’acqua del mare”. Federica Sossi, docente universitaria, autrice di testi e ideatrice del sito Internet “Storie migranti” (www.storiemigranti.org), ha iniziato con questi versi l’incontro che si è svolto lo scorso 9 gennaio nell’aula magna del Liceo classico Niccolini di Livorno, organizzato dall’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris e dall’Associazione Ci sia acqua ai due lati.
I versi provengono dal taccuino di Zaher Rezai. Leggiamo sul sito www.meltingpot.org: “Quando il suo corpo è stato ritrovato, a Mestre, in via Orlanda, il 10 dicembre 2008, il documento che portava in tasca ha permesso la sua identificazione: Zaher Rezai, cittadino afghano, 13 anni. Sulla dinamica della morte non c’erano molti dubbi: per eludere i controlli portuali doveva essersi legato sotto il tir che l’aveva schiacciato a quell’incrocio, a 8 chilometri dal porto di Venezia, ormai superato”. Portava in tasca un taccuino, con alcuni disegni o schizzi e alcuni versi.
“Tu porti il profumo delle gemme che sbocciano, sei come un fiore di primavera
Tu sei un amico incantevole sei una seta di passione e bellezza
Ora vediamo fino a quando t’accorderai col cuore mio
Questo corpo così assetato e stanco forse non arriverà fino all’acqua del mare.
Non so ancora quale sogno mi riserverà il destino, ma promettimi, Dio, che non lascerai finisca la primavera.
Giardiniere, apri la porta del giardino; io non sono un ladro di fiori, io stesso mi son fatto rosa, non vado in cerca di un fiore qualsiasi”
Zaher, come molti altri ragazzi, aveva fatto, per sfuggire alla guerra, un viaggio molto lungo e difficile. Continua a leggere

Tessere: incontro con Gabriella Ghermandi e Federica Sossi

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Gabriella Ghermandi: regina di fiori e di perle

TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

Storie migranti, storie di migranti.
Il racconto di sé, l’esperienza dell’altrove, la memoria ed il presente, le differenze,
la convivenza possibile e necessaria

GABRIELLA GHERMANDI, CON IL LIBRO “REGINA DI FIORI E DI PERLE”
E FEDERICA SOSSI, CON IL SITO “STORIE MIGRANTI”

Venerdì 9 Gennaio,
ore 16,30 Aula magna  I.S.I.S. NICCOLINI-PALLI Via E. Rossi, 6  Livorno


E’ proprio  Federica Sossi a scrivere queste parole su Gabriella Ghermandi:
“Regina di fiori e di perle” di Gabriella Ghermandi è uno strano e bellissimo libro. Mahlet, la sua protagonista, attraverso i racconti degli anziani e delle anziane d’Etiopia, ci regala una storia che in Italia non si conosce, quella della resistenza etiope al colonialismo italiano, ma ci regala anche l’Etiopia di oggi, l’Italia di un’immigrata etiope, e qualche frammento dell’Etiopia della dittatura di Mengistu. Dispiace, a volte, arrivare all’ultima pagina di un romanzo e abbandonare quell’universo di immagini e frasi in cui ci aveva permesso di immergerci e con la regina di Gabriella Ghermandi per me è stata una di queste volte…”

 

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Dal 18 gennaio 2008 è on line il sito “Storie Migranti”, un archivio di storie di migrazione, una storia del nostro presente attraverso i racconti dei migranti, “…una storia necessaria perché molti degli elementi che costituiscono l’universo delle attuali migrazioni rimangono invisibili, non detti, sfuggenti rispetto ai discorsi che solitamente hanno diritto di parola”, dice Federica Sossi, che del sito è curatrice.

Federica Sossi insegna Estetica all’Università di Bergamo. Tra le sue pubblicazioni: “Nel Crepaccio del tempo.
Testimoniare la Shoah” (Marcos y Marcos, 1997) e, sul tema delle migrazioni,” Autobiografie negate. Immigrati nei Lager del presente” (Manifestolibri, Roma 2002),”Storie migranti” (DeriveApprodi, Roma 2005), “Migrare. Spazi di confinamento e strategie di esistenza” (Il Saggiatore 2006).

Gabriella Ghermandi, italo-etiope, è nata ad Addis Abeba nel 1965, e si è trasferita in Italia nel 1979. Da parecchi anni vive a Bologna, città originaria del padre. Ha vinto diversi premi letterari ed ha pubblicato racconti in varie collane e riviste. Seguendo l’arte della metafora tipica della tradizione culturale etiope, scrive e interpreta spettacoli di narrazione che porta in giro sia in Italia che in Svizzera.
Conduce laboratori di scrittura creativa nelle scuole, in Italia e Svizzera, sulla ricerca della “identità unica di ciascun individuo” da contrapporre alle “identità collettive” come percorso di pace.
E’ fondatrice, assieme ad altri scrittori, della rivista online El Ghibli e parte del comitato editoriale.
Nell’aprile 2008 è uscito il suo primo romanzo, “Regina di fiori e di perle”(Donzelli Editore).

L’incontro fa parte di un itinerario di formazione e riflessione intorno ai temi dello straniero, della differenza e delle differenze, a cui partecipano, con un interessante percorso didattico, alcune classi, con le loro docenti, di scuola media inferiore e superiore e che prevede anche incontri pubblici come occasione di confronto per quanti
e quante desiderano misurarsi con temi complessi e dolorosi, senza cadere nella semplificazione. Abbiamo chiamato il progetto Tessere come azione di dar vita, con fili diversi, a qualcosa che li contiene ma è anche altro rispetto a ciascuno di essi, e tessere come quelle che compongono un mosaico: anche in questo caso, la molteplicità dei componenti e l’unitarietà del prodotto finale.

 

Storie Migranti: incontro con Federica Sossi

 

Centro Donna di Livorno, 7 maggio ore 17.00

Incontro con Federica Sossi

TESSERE

Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

Storie Migranti
Dal 18 gennaio 2008 è on line il sito Storie Migranti, un archivio di storie di migrazione, una storia del nostro presente attraverso i racconti dei migranti, “…una storia necessaria perché molti degli elementi che costituiscono l’universo delle attuali migrazioni rimangono invisibili, non detti, sfuggenti rispetto ai discorsi che solitamente hanno diritto di parola.”
Nel sito l’immagine di un mondo rovesciato, perché, dice in una intervista Federica Sossi, che del sito è curatrice “… noi del gruppo redazionale.. pensiamo che, da un lato, le ‘storie migranti’ abbiano il potere di cambiare le rappresentazioni dello spazio a cui siamo abituati e, dall’altra parte, che i migranti, esercitando la propria mobilità, modifichino continuamente gli spazi che attraversano e in cui risiedono, tanto rispetto ai confini convenzionalmente tracciati nelle carte geografiche e politiche, quanto rispetto a quelle nuove forme di confinamento che le politiche di controllo delle migrazioni comportano.”
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