TESSERE Un progetto, un percorso, un libro

  

            Presentazione del libro
Venerdì 2 dicembre 2011 ,  ore 16.30

 Centro Donna Liliana Paoletti Buti
Largo Strozzi, 3 -  Livorno

Partecipa l’Assessore al sociale ed alle politiche di pari opportunità del Comune di Livorno
                       Gabriele Cantù

 

 

 

Collana “Frammenti” di Manidistrega Editrice
Distribuzione gratuita a cura
dell’Associazione Evelina De Magistris

 Il volume, curato dall’Associazione Evelina De Magistris,  reca testimonianza delle relazioni, dei lavori, dei racconti, delle riflessioni che il progetto,  nato nel 2007, ha prodotto. 
Lo abbiamo pensato come un volume agile, da far circolare, da far passare di mano in mano, capace di disseminare parole e fatti importanti e di stimolare curiosità.
C’è il lavoro di insegnanti, di studenti, di formatrici, di alunne e alunni, foto di lavori realizzati e resoconti di incontri pubblici.
Intrecciare percorsi, scambiarsi riflessioni, ragionare insieme, guardarsi negli occhi…  insomma,  TESSERE.  

 Nell’occasione verrà presentato, a cura dell’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris, il quaderno “MIGRANDO”, che contiene il lavoro svolto nell’a.s. 2010-2011 dalla classe IIIB della scuola primaria “G.Rodari” di Livorno, insegnante Nadia Caparrini.

La parola migrante è una bella parola

TESSERE Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

migrando
“Il mondo si è capovolto. Dall’Europa non si parte, ci si arriva. Su piccole barche, fragili gusci di noce. Lasciando in altre terre guerra e fame. E il mare è diventata una parola amara. Ma la parola migrante, in quelle terre lontane, è una bella parola, vuol dire coraggio, speranza, futuro.” (Mariana Chiesa Mateos)

Di Migrazioni parliamo, venerdì 27 maggio 2011, ore 17, Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3 Livorno
con
Mariana Chiesa Mateos, autrice di Migrando (orecchio acerbo editore, 2010) che racconta le storie di due migrazioni: quella degli italiani ed europei che vanno, agli inizi del ’900, verso il sudamerica e l’Argentina e quella, ancora più disperata, di oggi dove gommoni e mezzi di fortuna traghettano attraverso il mediterraneo uomini, donne e bambini dalle coste africane o mediorientali verso l’Europa.

Un libro senza parole. Per lasciare alla sensibilità di ciascuno l’epilogo della storia. Un libro delicato e al tempo stesso forte e concreto. Concreto come l’esperienza di Mariana – nipote di emigranti spagnoli in Argentina e migrante lei stessa dall’Argentina alla Spagna, fino all’Italia – che nei tratti dei “clandestini” che si affacciano sulle coste europee rivede il profilo del vecchio bisnonno.

La mattina del giorno 27 maggio, Mariana Chiesa Mateos incontrerà i bambini e le bambine della IIIB.. della scuola Rodari e la loro insegnante Nadia Caparrini che in questo anno scolastico hanno lavorato, proseguendo il percorso didattico iniziato in quello precedente, anche sul suo bellissimo testo.

Mariana Chiesa Mateos nasce a La Plata, in Argentina, nel 1967. Nel 1997 si trasferisce a Barcellona e dal 2008 risiede in Italia, vicino a Bologna. Lavora come illustratrice per editori di tutto il mondo: Media Vaca, Zoolibri, Sinsentido, L’Association. Oltre a Migrando, tra i suoi libri ricordiamo Mis primeras 80.000 palabras, opera collettiva uscita nel 2001 per Media Vaca di cui ha realizzato anche la copertina, e Tipos ilustrados per Cromotex nel 2004. Il libro No hay tiempo para jugar è stato premiato nel 2005 dalla Biblioteca Internazionale di Monaco ed è uscito in Italia per Zoolibri con il titolo Non c’è tempo per giocare.

L’incontro è organizzato dalle associazioni centrodonna Evelina De Magistris; Ci sia acqua ai due lati; Ippogrifo; dal Comune di Livorno, dal Centro Donna Liliana Paoletti Buti

…..And finally the big night arrives!

big night
23 maggio 2011
Centro Artistico Il Grattacielo | Via del Platano, 2 | Livorno
incontriamo
Anna Camaiti Hostert

Ore 19 Insieme a lei parleremo di Big Night (1996), film diretto da Campbell Scott e Stanley Tucci, storia di due fratelli, Primo e Secondo, che all’inizio degli anni ’60 emigrano dall’Italia nel New Jersey per aprire un ristorante e fare fortuna. Un film sull’emigrazione italiana, sulle contraddizioni e gli interrogativi che aprono termini come origine, appartenenza, identità, autenticità.

Ore 20 Aperitivo al ristorante In Vernice | Via Sproni, 32/34 | Livorno

Ore 21e30 Proiezione del film Big Night (1996, dir. Campbell Scott e Stanley Tucci, 107min).

APERITIVO € 10| PROIEZIONE ENTRATA LIBERA A OFFERTA

Anna Camaiti Hostert è una filosofa e teorica di Cinema e Visual Studies che vive e lavora tra Roma e Chicago. Ha insegnato in diverse università italiane e americane. È stata inoltre autrice del programma televisivo “Metix. Cinema globale e cultura visuale”, andato in onda su RaiSat. Ha collaborato con la regista Fiorella Infascelli per il film Italiani, del 1998, presentato nello stesso anno al Festival del Cinema di Venezia. Si è occupata di cinema italo-americano in relazione alla storia e alla vicenda culturale della costruzione dell’identità degli emigrati italiani negli Stati Uniti. Tra le sue pubblicazioni, Passing. Dissolvere le identità, superare le differenze, Roma, Castelvecchi, 1996; con A. J. Tamburri (a cura di) Scene italoamericane. Rappresentazioni cinematografiche degli italiani d’America, Roma, Luca Sossella editore, 2002; Metix. Cinema globale e cultura visuale, Meltemi, Roma, 2004; «Identità di genere nel cinema italoamerican: Nancy Savoca e Marylou Tibaldo Buongiorno», in G. Muscio e G. Spagnoletti (a cura di), Quei bravi ragazzi.. Il cinema italoamericano contemporaneo, Venezia, Marsilio Editori, 2007.

via dalla pazza guerra

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Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

“Mi chiamo Alidad Shiri. Il mio nome vuol dire dono di Alì. Il mio cognome, Shiri, indica l’abbondanza e la bontà del cibo. Vuol dire infatti: tanto latte, molto dolce. Sono cresciuto in Afghanistan, nella città di Ghazni, ma quando avevo nove anni i talebani hanno ucciso il mio papà. Pochi mesi dopo la mia mamma, la mia sorella più piccola e la mia nonna sono morte sotto un bombardamento. Allora, i miei zii, mio fratello e mia sorella più grande siamo emigrati in Pakistan perché per noi era pericoloso rimanere. Ma lì non c’era futuro per me. Con un amico sono emigrato clandestinamente in Iran dove ho lavorato per due anni in una fabbrica di Teheran finché ho guadagnato abbastanza soldi per fuggire in Europa. Dopo un lungo e pericoloso viaggio sono arrivato in Alto Adige, legandomi sotto un tir che partiva dalla Grecia.”
“Ho atteso il momento giusto per sbarcare in Italia. Ce l’ho fatta. Ho avuto fortuna. Ma molti bambini che come me tentano la fortuna continuano a morire nell’indifferenza”.

La vicenda, raccontata dal protagonista con l’aiuto della sua insegnante Gina Abbate, dopo oltre un anno di lavoro e di ricostruzione dettagliata è diventata un libro:
Alidad Shiri e Gina Abbate

Via dalla pazza guerra. Un ragazzo in fuga dall’AfghanistanCasa editrice Il margine, 2007

Incontriamo

Alidad Shiri e Gina Abbate
mercoledì 9 marzo 2011, ore 16,30

Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3 Livorno

ROMantica gente

ROMantica-gente

“Visto da dentro, visto da vicino, semplicemente visto, i Romanì sono un popolo che trabocca di vitalità, risorse e capacità da noi ormai non più immaginabili”

A “ vedere” ci aiuta

Daniela Lucatti, con il suo libro ROMantica gente (MAGI Edizioni scientifiche, 2008)

La incontriamo,nell’ambito del progetto TESSERE
Venerdì 14 gennaio 2011, ore 16,30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi, 3 Livorno

In questo “diario”, nato nell’ufficio stranieri del Comune di Pisa, si succedono storie di persone e innanzitutto donne ed è fotografata con vivida lucidità l’attuale situazione dei Rom in Italia. Di questo popolo, costretto al nomadismo e all’espatrio, che incarna l’esclusione per antonomasia, l’autrice ha saputo riportare le voci, le emozioni e i sentimenti, rompendo un silenzio “che miete vittime”.

Daniela Lucatti, psicoterapeuta e sessuologa vive a Pisa, dove lavora sia privatamente che presso l’associazione Casa della Donna, operando prevalentemente nelle situazioni di violenza su donne e minori. Per 11 anni è stata referente del Centro Informazione e Consulenza Cittadini extracomunitari e Rom. Attualmente presso la Biblioteca dei Ragazzi segue il settore interculturale. Oltre ai testi scientifici, ha pubblicato Acque (ETS ed. 2001); Storie di una storia sola (MAGI ed. 2006).
Nel 2008 ROMantica gente ha ricevuto il Premio Redazione nell’ambito del Premio Paese delle donne

Straniero ovunque Identità, appartenenze, migrazione

TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

STRANIERO OVUNQUE
Identità, appartenenze, migrazione

«Partire mi sono detto. Partire! Staccarmi, cambiare aria… acquisire più libertà, un’altra libertà. Non fuggivo dalla mia cultura, non me ne vergognavo. No! Volevo prendere distanza, vedere altro. Partire e confrontarmi con l’altro. Partire e poter assumere la mia cultura per scelta mia e non per costrizione dovuta all’azzardo di una nascita in un paesino sperduto della montagna Cabila…»

Libertà, scelta, confrontocon l’altro: quale il ruolo della educazione e della scuola?

Ne parliamo con

Karim Metref


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Venerdì 7 Maggio 2010, ore 17
Centro Donna Liliana Paoletti Buti,  Largo Strozzi 3  Livorno

Karim Metref, dopo gli studi di scienze dell’educazione, ha lavorato come insegnante in un piccolo villaggio di montagna in Cabilia, impegnandosi, contemporaneamente per l’affermazione dei  diritti culturali dei Berberi e per l’accesso ai diritti democratici in Algeria. Nel 1998 si è trasferito in Italia, prima in Liguria poi a Torino dove vive tuttora, operando come animatore e formatore in educazione alla pace, pedagogia interculturale e gestione nonviolenta dei conflitti. Scrive su varie testate cartacee (Carta, Internazionale, Il manifesto, CEM-Mondialità, Missioni della Consolata…) e elettroniche (Peacereporter, Babemed, Agoravox…). L’ultimo suo libro è Tagliato per l’esilio (Mangrovie, 2008).

Il giornalismo e la scrittura sono strumenti per veicolare le mie convinzioni politiche e le nuove forme di pedagogia che ho imparato e che contribuisco a diffondere come formatore”.

Per conoscere meglio le attività di Karim, si consiglia di visitare il blog

 http://karim-metref.over-blog.org/

 

L’incontro è organizzato da: Assessorato al benessere della persona Comune di Livorno;  Centro Donna Liliana Paoletti Buti; Associazioni centrodonna Evelina De Magistris, Ci sia acqua ai due lati, Ippogrifo

Come conviviamo?

                         TESSERE

Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

Come conviviamo?

Quale percorso intraprendere per la convivenza armonica di soggetti diversi nello stesso territorio?

“….se domani approvassero la migliore delle leggi migratorie, se domani cadessero tutte le frontiere, il problema del razzismo e dello stare assieme non si risolverebbe da un giorno all’altro. Ed allora dobbiamo porci anche un’altra domanda: come conviviamo?” (Edda Pando)

Ne parliamo con

Edda Pando 

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 Venerdì 12 Febbraio 2010, ore 16

 Centro Donna  Largo Strozzi 3  Livorno

Edda Pando, peruviana, abita a Milano da venti anni ed è fondatrice della associazione interculturale Todo Cambia di Milano, fatta da persone di tutto il mondo che abitano in quella città. L’associazione lavora per  “…favorire l’incontro, la conoscenza reciproca, il rispetto, la condivisione tra nuovi e vecchi cittadini di differente origine, tra modi differenti di vivere, di lavorare, di divertirsi, di mangiare, di abitare, di pregare.”  Ed organizza ogni anno i corsi di Università Migrante per volontari (o aspiranti tali) delle associazioni e realtà che si occupano di immigrazione e antirazzismo. Si rivolge a cittadini immigrati e italiani, che desiderino diventare promotori  di una sfida che riguarda tutti, immigrati e autoctoni, quella di pensare a una nuova idea e pratica della cittadinanza e che sappiano usare l’associazionismo e il lavoro volontario come strumenti per infondere nella società un po’di coraggio, di fantasia e di lungimiranza.

 L’incontro è organizzato dalle associazioni centrodonna Evelina De Magistris, Ippogrifo, Ci sia acqua ai due lati, da  Comune di Livorno e Centro Donna.

Quando sei nato non puoi più nasconderti: incontro con Maria Pace Ottieri

Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

Tessere

 

Quando sei nato non puoi più nasconderti

 

Ebar Soraya iti dogon in mandingo significa Quando sei nato non puoi più nasconderti: è il nome intero di Ebar Yekubu, giovane immigrato della Sierra Leonesbarcato a Lampedusa per sfuggire alle violenze della guerra civile che da anni sconvolge il paese africano, ma è anche, soprattutto, una tragica realtà, un imperativo di sopravvivenza per i milioni di clandestini che ogni giorno raggiungono l’Italia inseguendo il sogno di una vita più dignitosa, più ricca, più moderna, più pacifica, più felice. Sono donne, bambini, giovani e vecchi che, come Ebar, non sanno dove andare, spesso non conoscono nulla tranne il villaggio in cui sono nati, ma sentono l’urgenza di muoversi, sentono che non possono più rimanere nascosti, vittime della fame e della violenza; devono partire, devono trovare per forza un posto dove rifugiarsi 

 

 INCONTRIAMO L’AUTRICE: MARIA PACE OTTIERI

25 Febbraio, ore 16,30

Centro Donna – Largo Strozzi 1

 

 

Note biografiche sull’autrice: 

Maria Pace Ottieri vive a Milano dove collabora al quotidiano l’Unità, al settimanale Diario e a mensili di viaggio, con inchieste e articoli su attualità, cultura e società. Il tema che meglio conosce e più l’appassiona è quello dell’immigrazione, nel quale ha trasferito l’interesse per l’antropologia, oggetto dei suoi studi universitari e il mal d’Africa contratto in gioventù nel corso di numerosi viaggi di studio e lavoro nei paesi dell’Africa Occidentale. Ha lavorato per la televisione italiana nel settore dei documentari, ha tradotto una dozzina di libri dal francese e dall’inglese per le principali case editrici italiane e ha scritto  “Amore Nero” (Mondadori, Premio Viareggio Opera prima 1984), “Stranieri” (Rizzoli, 1997), “Quando sei nato non puoi più nasconderti” che ha ispirato l’omonimo film di Marco Tullio Giordana ( Nottetempo 2003, “Abbandonami” (Nottetempo, 2004, Premio Grinzane Cavour per la Narrativa Italiana). Nel 2006 ha pubblicato “Ricchi tra i poveri” (Longanesi), un’inchiesta tra tredici ricchissimi industriali di India, Cina, Turchia, Indonesia, Tailandia, Sudafrica, Albania  e in ottobre è uscito presso Einaudi, “Raggiungere l’ultimo uomo”, su una comunità di contadini del Rajasthan

“STORIE MIGRANTI”: UN VUOTO DI STORIA RIEMPITO DA LUOGHI COMUNI

“Questo corpo così assetato e stanco forse non arriverà fino all’acqua del mare”. Federica Sossi, docente universitaria, autrice di testi e ideatrice del sito Internet “Storie migranti” (www.storiemigranti.org), ha iniziato con questi versi l’incontro che si è svolto lo scorso 9 gennaio nell’aula magna del Liceo classico Niccolini di Livorno, organizzato dall’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris e dall’Associazione Ci sia acqua ai due lati.
I versi provengono dal taccuino di Zaher Rezai. Leggiamo sul sito www.meltingpot.org: “Quando il suo corpo è stato ritrovato, a Mestre, in via Orlanda, il 10 dicembre 2008, il documento che portava in tasca ha permesso la sua identificazione: Zaher Rezai, cittadino afghano, 13 anni. Sulla dinamica della morte non c’erano molti dubbi: per eludere i controlli portuali doveva essersi legato sotto il tir che l’aveva schiacciato a quell’incrocio, a 8 chilometri dal porto di Venezia, ormai superato”. Portava in tasca un taccuino, con alcuni disegni o schizzi e alcuni versi.
“Tu porti il profumo delle gemme che sbocciano, sei come un fiore di primavera
Tu sei un amico incantevole sei una seta di passione e bellezza
Ora vediamo fino a quando t’accorderai col cuore mio
Questo corpo così assetato e stanco forse non arriverà fino all’acqua del mare.
Non so ancora quale sogno mi riserverà il destino, ma promettimi, Dio, che non lascerai finisca la primavera.
Giardiniere, apri la porta del giardino; io non sono un ladro di fiori, io stesso mi son fatto rosa, non vado in cerca di un fiore qualsiasi”
Zaher, come molti altri ragazzi, aveva fatto, per sfuggire alla guerra, un viaggio molto lungo e difficile. Continua a leggere

Tessere: incontro con Gabriella Ghermandi e Federica Sossi

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Gabriella Ghermandi: regina di fiori e di perle

TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

Storie migranti, storie di migranti.
Il racconto di sé, l’esperienza dell’altrove, la memoria ed il presente, le differenze,
la convivenza possibile e necessaria

GABRIELLA GHERMANDI, CON IL LIBRO “REGINA DI FIORI E DI PERLE”
E FEDERICA SOSSI, CON IL SITO “STORIE MIGRANTI”

Venerdì 9 Gennaio,
ore 16,30 Aula magna  I.S.I.S. NICCOLINI-PALLI Via E. Rossi, 6  Livorno


E’ proprio  Federica Sossi a scrivere queste parole su Gabriella Ghermandi:
“Regina di fiori e di perle” di Gabriella Ghermandi è uno strano e bellissimo libro. Mahlet, la sua protagonista, attraverso i racconti degli anziani e delle anziane d’Etiopia, ci regala una storia che in Italia non si conosce, quella della resistenza etiope al colonialismo italiano, ma ci regala anche l’Etiopia di oggi, l’Italia di un’immigrata etiope, e qualche frammento dell’Etiopia della dittatura di Mengistu. Dispiace, a volte, arrivare all’ultima pagina di un romanzo e abbandonare quell’universo di immagini e frasi in cui ci aveva permesso di immergerci e con la regina di Gabriella Ghermandi per me è stata una di queste volte…”

 

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Dal 18 gennaio 2008 è on line il sito “Storie Migranti”, un archivio di storie di migrazione, una storia del nostro presente attraverso i racconti dei migranti, “…una storia necessaria perché molti degli elementi che costituiscono l’universo delle attuali migrazioni rimangono invisibili, non detti, sfuggenti rispetto ai discorsi che solitamente hanno diritto di parola”, dice Federica Sossi, che del sito è curatrice.

Federica Sossi insegna Estetica all’Università di Bergamo. Tra le sue pubblicazioni: “Nel Crepaccio del tempo.
Testimoniare la Shoah” (Marcos y Marcos, 1997) e, sul tema delle migrazioni,” Autobiografie negate. Immigrati nei Lager del presente” (Manifestolibri, Roma 2002),”Storie migranti” (DeriveApprodi, Roma 2005), “Migrare. Spazi di confinamento e strategie di esistenza” (Il Saggiatore 2006).

Gabriella Ghermandi, italo-etiope, è nata ad Addis Abeba nel 1965, e si è trasferita in Italia nel 1979. Da parecchi anni vive a Bologna, città originaria del padre. Ha vinto diversi premi letterari ed ha pubblicato racconti in varie collane e riviste. Seguendo l’arte della metafora tipica della tradizione culturale etiope, scrive e interpreta spettacoli di narrazione che porta in giro sia in Italia che in Svizzera.
Conduce laboratori di scrittura creativa nelle scuole, in Italia e Svizzera, sulla ricerca della “identità unica di ciascun individuo” da contrapporre alle “identità collettive” come percorso di pace.
E’ fondatrice, assieme ad altri scrittori, della rivista online El Ghibli e parte del comitato editoriale.
Nell’aprile 2008 è uscito il suo primo romanzo, “Regina di fiori e di perle”(Donzelli Editore).

L’incontro fa parte di un itinerario di formazione e riflessione intorno ai temi dello straniero, della differenza e delle differenze, a cui partecipano, con un interessante percorso didattico, alcune classi, con le loro docenti, di scuola media inferiore e superiore e che prevede anche incontri pubblici come occasione di confronto per quanti
e quante desiderano misurarsi con temi complessi e dolorosi, senza cadere nella semplificazione. Abbiamo chiamato il progetto Tessere come azione di dar vita, con fili diversi, a qualcosa che li contiene ma è anche altro rispetto a ciascuno di essi, e tessere come quelle che compongono un mosaico: anche in questo caso, la molteplicità dei componenti e l’unitarietà del prodotto finale.