Scritto da Evelina, il 21 gennaio 2012
Mercoledì 25 gennaio 2012, ore 16,30 Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 Livorno
Conversazione su Else Lasker-Schüler, poeta e autrice teatrale, perseguitata dal nazismo
a cura di Gertrud Schneider
“Dal cielo
della mia solitudine fuggono via le stelle
pallide di terrore,
e l’ occhio nero della mezzanotte
sempre più incombe e fissa.
Non mi ritrovo più in quest’abbandono
di morte; sento d’essere
a cosmica distanza da me stessa,
fra grigia notte della primordiale paura”.
(Else Lasker-Schüler)
Verrà inoltre proiettato un video,“Fili di memoria”, realizzato da Eleonora Giordano
“I fili sono tutti qui: per la memoria, niente è mai perso”.
(Eudora Welty)
L’incontro è promosso da: Associazione centrodonna Evelina De Magistris; Comune di Livorno, Assessorato alle politiche delle pari opportunità; Centro Donna Liliana Paoletti Buti; ICIT Livorno; Goethe-Institut Italien; Ambasciata Tedesca; Comunità ebraica di Livorno; Anppia Livorno; ANPI Livorno.
 immagine tratta dal video "I fili della memoria"

- immagine tratta dal video “I fili della memoria”
Scritto da Evelina, il 26 giugno 2011
Lunedì 27 giugno ore 18
Libreria Gaia Scienza, via di Franco 12 Livorno
Federica Giardini presenta:
Carla Lonzi: il soggetto imprevisto
La riedizione dei testi di Carla Lonzi da parte della et al. edizioni offre l’ occasione di leggere o rileggere l’opera di una delle personalità contemporanee più significative e consistenti:dal suo pensiero, ancora fortemente originale e attuale, discende il mettere al centro della politica la pratica.
Federica Giardini, laureata in Filosofia presso l’Università di Pisa con una tesi su Luce Irigaray, è attualmente docente di Filosofia politica all’Università Roma Tre; redattrice della rivista DWF dal 1996 e di “European Journal of Women’s Studies”, collabora con la comunità filosofica Diotima ed è nel comitato direttivo della IAPh (Internationale Assoziation von Philosophinnen), di cui ha organizzato il XII Simposio internazionale (Roma 2006). Dal 2010 ha aperto, insieme ad altre, il sito della iaph italiana (www.iaphitalia.org). Tra i suoi testi, Relazioni. Differenza sessuale e fenomenologia (Luca Sossella editore, 2004); L’alleanza inquieta. Dimensioni politiche del linguaggio (Le Lettere 2011), la cura, con Annarosa Buttarelli, di Il pensiero dell’esperienza (Baldini Castoldi Dalai 2008) e quella di Sensibili guerriere (iacobelli editore, 2011)
L’incontro fa parte di Arrivi e Partenze edizione 2011
ciclo di incontri promosso dalla libreria Gaia Scienza di Livorno.
La politica: una passione tenace
Itinerario in collaborazione con Associazione centrodonna Evelina De Magistris
Scritto da Evelina, il 26 giugno 2011
Martedì 28 giugno ore 21
Libreria Gaia Scienza, via di Franco 12 Livorno
Giuliana Sgrena Un viaggio in un mondo a noi vicino, a noi lontano. Ascoltiamo la giornalista e scrittrice, a partire dal suo ultimo libro Il ritorno. Dentro il nuovo Iraq (edizioni Feltrinelli): una testimone privilegiata dei recenti avvenimenti del Nordafrica e della “rivoluzione dei gelsomini”.
Giuliana Sgrena, inviata de “il manifesto”, negli ultimi anni ha seguito l’evolversi di sanguinosi conflitti, in particolare in Somalia, Palestina, Afghanistan, oltre alla drammatica situazione in Algeria. Negli ultimi due anni ha raccontato la guerra e l’occupazione in Iraq. Nei suoi servizi cerca di indagare la realtà che sta dietro lo scontro armato, la vita quotidiana delle principali vittime delle guerre moderne: donne e bambini. Ha dedicato particolare attenzione all’islamismo e al suo effetto sulla condizione delle donne. Attualmente collabora, tra l’altro, con RaiNews24, con il settimanale tedesco “Die Zeit”, con la radio della Svizzera italiana e con riviste di politica internazionale. Libri pubblicati: La schiavitù del velo, voci di donne contro l’integralismo islamico (manifestolibri 1995); Kahina contro i califfi, islamismo e democrazia in Algeria (Datanews 1997); Alla scuola dei taleban (manifestolibri 2002); Il fronte Iraq, diario da una guerra permanente (manifestolibri 2004); Fuoco amico (Feltrinelli) Il prezzo del velo (Feltrinelli)
L’incontro fa parte di Arrivi e Partenze edizione 2011
ciclo di incontri promosso dalla libreria Gaia Scienza di Livorno.
La politica: una passione tenace
Itinerario in collaborazione con Associazione centrodonna Evelina De Magistris
Scritto da Evelina, il 26 giugno 2011
>Mercoledì 29 giugno ore 18
Libreria Gaia Scienza, via di Franco 12 Livorno
Maria Luisa Boccia
Alberto Olivetti
presentano
Indignarsi non basta
di Pietro Ingrao (Aliberti editore, 2011)
Prendendo spunto da Indignez-vous , il pamphlet di Stéphane Hessel, in un dialogo a distanza, Pietro Ingrao, attraverso un’intensa conversazione con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti, ci propone il suo punto di vista sull’impegno politico.
Maria Luisa Boccia è docente di Filosofia politica. Ha fondato le riviste di studi femministi «Rosa», «Memoria. Rivista di storia delle donne», «Orsaminore» e «Reti. Pratiche e saperi di donne». È nel comitato esecutivo del Centro studi e iniziative per la Riforma dello Stato e vicepresidente dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra. è stata eletta senatrice nella xv legislatura.
Alberto Olivetti, ordinario di Estetica all’Università degli Studi di Siena, dirige la Scuola di dottorato Logos e rappresentazione. È direttore del Centro Mario Rossi per gli studi filosofici, e membro del Comitato esecutivo del Centro studi e iniziative per la Riforma dello Stato. Esponente di primo piano dei movimenti studenteschi degli anni Sessanta, ha costantemente coniugato ricerca e impegno politico.
L’incontro fa parte di:
Arrivi e Partenze edizione 2011
ciclo di incontri promosso dalla libreria Gaia Scienza di Livorno
La politica: una passione tenace
Itinerario in collaborazione con Associazione centrodonna Evelina De Magistris
Scritto da Evelina, il 23 aprile 2011

Da subito, la Resistenza delle donne si articola in due modalità, senza armi e con le armi. Scrive Anna Bravo che “è resistenza civile quando si tenta di impedire la distruzione di cose e beni ritenuti essenziali per il dopo, o ci si sforza di contenere la violenza intercedendo presso i tedeschi, ammonendo i resistenti perché Non bisogna ridursi come loro, quando si dà assistenza in varie forme a partigiani, militanti in clandestinità, popolazioni, o si agisce per isolare moralmente il nemico; quando si sciopera per la pace o si rallenta la produzione per ostacolare lo sfruttamento delle risorse nazionali da parte dell’occupante; quando ci si fa carico del destino di estranei e sconosciuti, sfamando, proteggendo, nascondendo qualcuna delle innumerevoli vite messe a rischio dalla guerra”.
La Resistenza delle donne fu questo: una sorta di maternage nei confronti della civiltà dei rapporti e delle cose, ma anche le armi, la clandestinità, l’opera preziosa delle staffette, spesso giovanissime.
L’8 settembre 1943, a Roma, alla madre che le chiede “Ma che ci va a fare una donna?”, Carla Capponi risponde che “Donne e uomini sono tutti utili”. Ma “non mi è mai piaciuto vedere gli altri cadere, anche se erano il nemico”, scrive Laura Seghettini; Vitalina Lassandro, a proposito dei morti, anche nemici, afferma che “non avere disgusto di queste cose significherebbe non avere sensibilità neanche per il bene”.
E poi, la memoria: dopo la guerra le donne hanno mantenuto la memoria, molti uomini, invece, sono ammutoliti. “Mio nonno taceva e piangeva, mia nonna parlava e raccontava”, scrive Emilia Rancati.
Della Resistenza delle donne parliamo
Mercoledì 27 aprile 2011, ore 16,30,
Centro Donna Liliana Paoletti Buti largo Strozzi 3
Con
Osmana Benetti Benifei
Ha detto Osmana: “Sono anni che andiamo nelle scuole, e vediamo che piano piano le generazioni – noi andiamo dalle scuole elementari fino alle scuole superiori – questi ragazzi, anche quando ci incontrano, più grandi, per la strada, ci additano e dicono: “Guarda, sai chi sono quelli? Sono i partigiani, quelli che vengono nelle scuole a parlare con noi” [...] questi sono i ragazzi che ci aiutano ad andare avanti nel lavoro”.
L’incontro è promosso da: Associazione centrodonna Evelina De Magistris, Assessorato alle politiche delle pari opportunità del Comune di Livorno, Centro Donna Liliana Paoletti Buti, in collaborazione con il Coordinamento femminile ANPI e ANPPIA di Livorno
Scritto da Evelina, il 24 febbraio 2011
 Monica Lanfranco. Letteralmente femminista
Le manifestazioni del 13 febbraio ed il dibattito che l’hanno precedute e seguite ci hanno raccontato della capacità di tante donne di parlare, dire e dirsi, confrontarsi, saper costruire relazioni a partire dalle singolarità e dalle differenze. E ci hanno anche detto del guadagno che il femminismo rappresenta per ciascuna di noi. Di femminismo, di movimento delle donne parliamo
Mercoledì 2 marzo 2011, ore 16,30,
Centro Donna Liliana Paoletti Buti largo Strozzi 3
con
Monica Lanfranco
a partire dal suo libro
LETTERALMENTE FEMMINISTA
Perché è ancora necessario il movimento delle donne
(edizioni Punto Rosso)
“La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro. Non aspettate. Non pensate solo a voi stesse ed alla vostra vita: pensate a tutte le vite dentro di voi, di coloro che sono morte e di coloro che nasceranno. E la prossima volta che qualcuno vi chiede: Cos’è la storia delle donne?, rispondete: ‘Io sono la storia delle donne’. E credetelo”.
Quella dei movimenti femministi è stata, in occidente, la più grande rivoluzione nonviolenta del secolo scorso, e in molti paesi emergenti nel mondo si sta ripresentando come il movimento che può cambiare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini che ancora vivono sotto sistemi patriarcali che opprimono la metà del genere umano.
Letteralmente femminista è un libro doppiamente interessante: è sia un saggio teorico ma anche una riflessione personale sul percorso umano e politico di una attivista per i diritti umani delle donne.
“Essere una femmina, se all’inizio della comparsa nel ventre di mia madre è stato un caso, ha assunto nella mia vita un significato e una centralità imprescindibile. Continua a leggere
Scritto da Evelina, il 15 gennaio 2011
Che cosa resta, intitolava Christa Wolf il suo libro che fa i conti con la violenza burocratica di una politica sclerotizzata sui meccanismi dell’amministrazione del potere e con una vita per i singoli consegnata sempre più all’isolamento. Con un’insistenza che proviene da più parti (basti citare l’ultimo rapporto Censis e i diversi dibattiti che ne sono seguiti) ci sentiamo ripetere che della dimensione politica, intesa come fare e passione comune, ben poco è rimasto.
Noi vogliamo rilanciare.
Incontriamo la scrittrice, giornalista e politica Luciana Castellina
Mercoledì 19 gennaio 2011 ore 16,30 al Centro Donna Liliana Paoletti Buti, largo Strozzi 3 – Livorno
Luciana Castellina è una delle protagoniste della politica e della cultura del nostro tempo.
Dal 1947 al 1969 ha fatto parte del Partito Comunista Italiano. Nel 1969 è stata tra i fondatori del gruppo de Il Manifesto. Dal ’58 al ’61 è stata editrice della rivista settimanale della Federazione Giovanile Comunista Nuova Generazione e poi del quotidiano Il Manifesto. È stata eletta deputato nelle file del Partito Comunista Italiano nel 1976, nel 1979 e nel 1983. Nel 1984 e nel 1989 è stata eletta nel Parlamento Europeo, dove è stata anche presidente della Commissione cultura e media. Nel 1992, dopo la separazione dal PCI, è stata eletta al Parlamento con Rifondazione Comunista. Dal 1998 al 2003 è stata presidente dell’Agenzia per la promozione del cinema italiano all’estero Italia-Cinema. Tra le ultime pubblicazioni: Cinquant’anni d’Europa. Una lettura antieroica, Utet, Torino 2007; Eurollywood. Il difficile ingresso della cultura nella costruzione dell’Europa, Ets Pisa 2008.
Scritto da Evelina, il 25 maggio 2010

“….verso il cielo è rivolto ogni tuo atto”
Socrate Scolastico
È in questo verso che si concentra tutto il senso della attività di Ipazia “..ad indicare da un lato l’amore per l’astronomia, dall’altro la tensione filosofica. Ipazia insegnava ad entrare dentro di sé (l’intelletto) guardando fuori (la volta stellata) e mostrava come procedere in questo cammino con il rigore proprio della geometria e dell’aritmetica che, tenute l’una insieme all’altra, costituivano l’inflessibile canone di verità. Come lei molte hanno dovuto pagare con la vita questa loro passione; una donna che con le sue ricerche potesse superare o peggio smentire i risultati ottenuti dai colleghi maschi, era ritenuta una presuntuosa da relegare in un angolo”. Gemma Beretta
Della straordinaria figura di Ipazia , parliamo con Gemma Beretta, autrice del bellissimo saggio Ipazia d’Alessandria Editori Riuniti 1993
Giovedi 27 giugno 2010, ore 18 Centro Donna Liliana Paoletti Buti
Largo Strozzi 3 Livorno
Alle 21,15, al cinema Kino-Dessè, via dell’Angiolo,19 sarà proiettato il film Agorà di Alejandro Amenábar, all’interno del ciclo La vita delle altre, rassegna promossa dal Comune di Livorno, Centro Donna, Ippogrifo; in collaborazine con Kino-Dessè e Kinoglaz.
Scritto da Paola Meneganti, il 30 marzo 2010
Scrivo queste note, riflettendo su una possibile chiave di volta per affrontare il tema della memoria delle donne. L’occasione l’ha fornita l’incontro tra le associazioni femministe della Toscana, proposto dalla Casa della donna di Pisa, che si è tenuto il 27 marzo, i cui lavori della mattinata erano, appunto, dedicati al tema della memoria. Incontro al quale la mia associazione, Evelina De Magistris, era stata invitata.
In questi ultimi anni si è parlato di insufficienza di memoria e di ridondanza della memoria. Questo secondo caso è da mettere in rapporto a certe operazioni di “monumentalizzazione”: è una delle critiche che vengono rivolte alle varie giornate, alle cerimonie, ai corsi di formazione, ad occasioni che qualcuno ritiene siano obblighi e non un desiderio vivo di confrontarsi con il passato per leggere il presente. Un desiderio – forse, la cosa più importante – di amare chi non c’è più: le tracce, la lingua, la cultura, le esperienze, i sogni di chi non c’è più.
Ma c’è anche insufficienza di memoria, carenza di memoria, che si traduce nell’incapacità di mettersi nelle scarpe altrui. Ad esempio, noi italiani, popolo con una grande storia di emigrazione, nei confronti di chi oggi è migrante. Continua a leggere
Scritto da Evelina, il 1 gennaio 2010
Incontriamo
Letizia Paolozzi e Alberto Leiss
sabato 9 gennaio 2010, ore 18 , Libreria Gaia Scienza Livorno, via di Franco 12

La paura degli uomini o quella che i maschi incutono alle donne quando si abbandonano alla violenza (sessuale, bellica, discorsiva), ma anche, forse soprattutto, la paura che provano gli uomini stessi di fronte all’evidente crisi di autorità che stanno vivendo.
Nelle società democratiche contemporanee, sembrano sgretolarsi tutti i mondi ad assoluta predominanza maschile: sono in crisi non solo la politica, le istituzioni economiche e finanziarie, ma tutte le principali agenzie che sovrintendono all’ordine socio-simbolico: la famiglia, il mondo del lavoro, la Chiesa, l’informazione, la scuola e l’università.
La “questione” oggi, dunque, è quella “maschile”, anche se non è affatto scontato che i protagonisti lo riconoscano… E le donne? Per le donne, quello che è avvenuto è che «la differenza non è più un ostacolo, ma un vantaggio». Ma neanche loro possono stare semplicemente lì a goderselo: esso comporta anche una nuova forma di responsabilità politica.
«Noi pensiamo che spetti a uomini e donne agire nella politica, a ogni livello e in ogni contesto, con la consapevolezza di questo passaggio tanto delicato. Praticando una relazione e un conflitto fra i sessi che non è eliminabile ma che può darsi come non mortifero, non violento. Un incontro-scontro inedito»( A. Leiss L. Paolozzi)
Letizia Paolozzi, giornalista per molti anni all’Unità, mette al centro del suo lavoro la questione della “differenza”. Ha pubblicato Viaggio nell’isola (1979); con Franca Chiaromonte, Il taglio (1992); con Alberto Leiss, Voci dal quotidiano. L’Unità da Ingrao a Veltroni (1994) e Un paese sottosopra (1999); La passione di Emily e l’azzardo della lista rosa (2005). Fa parte della redazione di DeA donne e altri, rivista online.
Alberto Leiss, giornalista ha lavorato all’Unità fino al 2000. Ha collaborato con la Rai (La storia siamo noi) e ha tenuto corsi di storia dei media all’Università della Calabria. Si è occupato di comunicazione pubblica per il Comune di Genova e attualmente ricopre il ruolo di portavoce presso la Regione Liguria. Ha pubblicato con Letizia Paolozzi Voci dal quotidiano. L’Unità da Ingrao a Veltroni (1994) e Un paese sottosopra (1999). Fa parte della redazione di DeA donne e altri, rivista online.
Promuovono l’incontro, in collaborazione con la libreria Gaia Scienza, l’associazione centrodonna Evelina De Magistris, l’assessorato alle politiche di genere del Comune di Livorno, il Centro Donna.
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