Non eravamo tante, l’altro pomeriggio al Centro Donna ad ascoltare Vanna Ugolini che ci parlava del suo libro “Tania e le altre”. Un vero peccato, perché Vanna è lucida e attenta nel suo racconto, ma, quando parla di Tania, una ragazza di diciotto anni, moldava, violentata, picchiata ed infine uccisa a martellate, perché non voleva subire la violenza della prostituzione, le trema la voce ed escono fuori passione e dolore.
L’incontro era organizzato dall’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris e dal portale web Manidistrega.
Vanna Ugolini ha iniziato dicendo che quella di Tania è una storia di stupri, privazione delle libertà elementari, violenza. Lei se ne è occupata fin dal 2000, data dell’assassinio della ragazza, per via del suo lavoro, cronista di “nera” per l’edizione umbra del “Messaggero”. Il mestiere di cronista pone di fronte a sofferenze, lutti, ma, dice Vanna, “ci sono storie che non consentono di mettere barriere tra me e loro”. E, dopo sette anni, ha scritto il libro. Nel frattempo, ha partecipato a progetti di recupero, insieme anche a don Benzi, gira per le scuole, cerca di tenere desta l’attenzione su queste storie.
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