Scritto da Evelina, il 25 novembre 2011
Presentazione del libro
Venerdì 2 dicembre 2011 , ore 16.30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti
Largo Strozzi, 3 - Livorno
Partecipa l’Assessore al sociale ed alle politiche di pari opportunità del Comune di Livorno
Gabriele Cantù
Collana “Frammenti” di Manidistrega Editrice
Distribuzione gratuita a cura
dell’Associazione Evelina De Magistris
Il volume, curato dall’Associazione Evelina De Magistris, reca testimonianza delle relazioni, dei lavori, dei racconti, delle riflessioni che il progetto, nato nel 2007, ha prodotto.
Lo abbiamo pensato come un volume agile, da far circolare, da far passare di mano in mano, capace di disseminare parole e fatti importanti e di stimolare curiosità.
C’è il lavoro di insegnanti, di studenti, di formatrici, di alunne e alunni, foto di lavori realizzati e resoconti di incontri pubblici.
Intrecciare percorsi, scambiarsi riflessioni, ragionare insieme, guardarsi negli occhi… insomma, TESSERE.
Nell’occasione verrà presentato, a cura dell’Associazione Centrodonna Evelina De Magistris, il quaderno “MIGRANDO”, che contiene il lavoro svolto nell’a.s. 2010-2011 dalla classe IIIB della scuola primaria “G.Rodari” di Livorno, insegnante Nadia Caparrini.
Scritto da Evelina, il 5 marzo 2011
TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni
“Mi chiamo Alidad Shiri. Il mio nome vuol dire dono di Alì. Il mio cognome, Shiri, indica l’abbondanza e la bontà del cibo. Vuol dire infatti: tanto latte, molto dolce. Sono cresciuto in Afghanistan, nella città di Ghazni, ma quando avevo nove anni i talebani hanno ucciso il mio papà. Pochi mesi dopo la mia mamma, la mia sorella più piccola e la mia nonna sono morte sotto un bombardamento. Allora, i miei zii, mio fratello e mia sorella più grande siamo emigrati in Pakistan perché per noi era pericoloso rimanere. Ma lì non c’era futuro per me. Con un amico sono emigrato clandestinamente in Iran dove ho lavorato per due anni in una fabbrica di Teheran finché ho guadagnato abbastanza soldi per fuggire in Europa. Dopo un lungo e pericoloso viaggio sono arrivato in Alto Adige, legandomi sotto un tir che partiva dalla Grecia.”
“Ho atteso il momento giusto per sbarcare in Italia. Ce l’ho fatta. Ho avuto fortuna. Ma molti bambini che come me tentano la fortuna continuano a morire nell’indifferenza”.
La vicenda, raccontata dal protagonista con l’aiuto della sua insegnante Gina Abbate, dopo oltre un anno di lavoro e di ricostruzione dettagliata è diventata un libro:
Alidad Shiri e Gina Abbate
Via dalla pazza guerra. Un ragazzo in fuga dall’AfghanistanCasa editrice Il margine, 2007
Incontriamo
Alidad Shiri e Gina Abbate
mercoledì 9 marzo 2011, ore 16,30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi 3 Livorno
Scritto da Evelina, il 2 gennaio 2011
“Visto da dentro, visto da vicino, semplicemente visto, i Romanì sono un popolo che trabocca di vitalità, risorse e capacità da noi ormai non più immaginabili”
A “ vedere” ci aiuta
Daniela Lucatti, con il suo libro ROMantica gente (MAGI Edizioni scientifiche, 2008)
La incontriamo,nell’ambito del progetto TESSERE
Venerdì 14 gennaio 2011, ore 16,30
Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Largo Strozzi, 3 Livorno
In questo “diario”, nato nell’ufficio stranieri del Comune di Pisa, si succedono storie di persone e innanzitutto donne ed è fotografata con vivida lucidità l’attuale situazione dei Rom in Italia. Di questo popolo, costretto al nomadismo e all’espatrio, che incarna l’esclusione per antonomasia, l’autrice ha saputo riportare le voci, le emozioni e i sentimenti, rompendo un silenzio “che miete vittime”.
Daniela Lucatti, psicoterapeuta e sessuologa vive a Pisa, dove lavora sia privatamente che presso l’associazione Casa della Donna, operando prevalentemente nelle situazioni di violenza su donne e minori. Per 11 anni è stata referente del Centro Informazione e Consulenza Cittadini extracomunitari e Rom. Attualmente presso la Biblioteca dei Ragazzi segue il settore interculturale. Oltre ai testi scientifici, ha pubblicato Acque (ETS ed. 2001); Storie di una storia sola (MAGI ed. 2006).
Nel 2008 ROMantica gente ha ricevuto il Premio Redazione nell’ambito del Premio Paese delle donne
Scritto da Evelina, il 22 febbraio 2009
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni


Ebar Soraya iti dogon in mandingo significa Quando sei nato non puoi più nasconderti: è il nome intero di Ebar Yekubu, giovane immigrato della Sierra Leonesbarcato a Lampedusa per sfuggire alle violenze della guerra civile che da anni sconvolge il paese africano, ma è anche, soprattutto, una tragica realtà, un imperativo di sopravvivenza per i milioni di clandestini che ogni giorno raggiungono l’Italia inseguendo il sogno di una vita più dignitosa, più ricca, più moderna, più pacifica, più felice. Sono donne, bambini, giovani e vecchi che, come Ebar, non sanno dove andare, spesso non conoscono nulla tranne il villaggio in cui sono nati, ma sentono l’urgenza di muoversi, sentono che non possono più rimanere nascosti, vittime della fame e della violenza; devono partire, devono trovare per forza un posto dove rifugiarsi
INCONTRIAMO L’AUTRICE: MARIA PACE OTTIERI
25 Febbraio, ore 16,30
Centro Donna – Largo Strozzi 1
Note biografiche sull’autrice:
Maria Pace Ottieri vive a Milano dove collabora al quotidiano l’Unità, al settimanale Diario e a mensili di viaggio, con inchieste e articoli su attualità, cultura e società. Il tema che meglio conosce e più l’appassiona è quello dell’immigrazione, nel quale ha trasferito l’interesse per l’antropologia, oggetto dei suoi studi universitari e il mal d’Africa contratto in gioventù nel corso di numerosi viaggi di studio e lavoro nei paesi dell’Africa Occidentale. Ha lavorato per la televisione italiana nel settore dei documentari, ha tradotto una dozzina di libri dal francese e dall’inglese per le principali case editrici italiane e ha scritto “Amore Nero” (Mondadori, Premio Viareggio Opera prima 1984), “Stranieri” (Rizzoli, 1997), “Quando sei nato non puoi più nasconderti” che ha ispirato l’omonimo film di Marco Tullio Giordana ( Nottetempo 2003, “Abbandonami” (Nottetempo, 2004, Premio Grinzane Cavour per la Narrativa Italiana). Nel 2006 ha pubblicato “Ricchi tra i poveri” (Longanesi), un’inchiesta tra tredici ricchissimi industriali di India, Cina, Turchia, Indonesia, Tailandia, Sudafrica, Albania e in ottobre è uscito presso Einaudi, “Raggiungere l’ultimo uomo”, su una comunità di contadini del Rajasthan.
Scritto da Evelina, il 6 gennaio 2009


TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni
Storie migranti, storie di migranti.
Il racconto di sé, l’esperienza dell’altrove, la memoria ed il presente, le differenze,
la convivenza possibile e necessaria
GABRIELLA GHERMANDI, CON IL LIBRO “REGINA DI FIORI E DI PERLE”
E FEDERICA SOSSI, CON IL SITO “STORIE MIGRANTI”
Venerdì 9 Gennaio,
ore 16,30 Aula magna I.S.I.S. NICCOLINI-PALLI Via E. Rossi, 6 Livorno
E’ proprio Federica Sossi a scrivere queste parole su Gabriella Ghermandi:
“Regina di fiori e di perle” di Gabriella Ghermandi è uno strano e bellissimo libro. Mahlet, la sua protagonista, attraverso i racconti degli anziani e delle anziane d’Etiopia, ci regala una storia che in Italia non si conosce, quella della resistenza etiope al colonialismo italiano, ma ci regala anche l’Etiopia di oggi, l’Italia di un’immigrata etiope, e qualche frammento dell’Etiopia della dittatura di Mengistu. Dispiace, a volte, arrivare all’ultima pagina di un romanzo e abbandonare quell’universo di immagini e frasi in cui ci aveva permesso di immergerci e con la regina di Gabriella Ghermandi per me è stata una di queste volte…”
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Dal 18 gennaio 2008 è on line il sito “Storie Migranti”, un archivio di storie di migrazione, una storia del nostro presente attraverso i racconti dei migranti, “…una storia necessaria perché molti degli elementi che costituiscono l’universo delle attuali migrazioni rimangono invisibili, non detti, sfuggenti rispetto ai discorsi che solitamente hanno diritto di parola”, dice Federica Sossi, che del sito è curatrice.
Federica Sossi insegna Estetica all’Università di Bergamo. Tra le sue pubblicazioni: “Nel Crepaccio del tempo.
Testimoniare la Shoah” (Marcos y Marcos, 1997) e, sul tema delle migrazioni,” Autobiografie negate. Immigrati nei Lager del presente” (Manifestolibri, Roma 2002),”Storie migranti” (DeriveApprodi, Roma 2005), “Migrare. Spazi di confinamento e strategie di esistenza” (Il Saggiatore 2006).
Gabriella Ghermandi, italo-etiope, è nata ad Addis Abeba nel 1965, e si è trasferita in Italia nel 1979. Da parecchi anni vive a Bologna, città originaria del padre. Ha vinto diversi premi letterari ed ha pubblicato racconti in varie collane e riviste. Seguendo l’arte della metafora tipica della tradizione culturale etiope, scrive e interpreta spettacoli di narrazione che porta in giro sia in Italia che in Svizzera.
Conduce laboratori di scrittura creativa nelle scuole, in Italia e Svizzera, sulla ricerca della “identità unica di ciascun individuo” da contrapporre alle “identità collettive” come percorso di pace.
E’ fondatrice, assieme ad altri scrittori, della rivista online El Ghibli e parte del comitato editoriale.
Nell’aprile 2008 è uscito il suo primo romanzo, “Regina di fiori e di perle”(Donzelli Editore).
L’incontro fa parte di un itinerario di formazione e riflessione intorno ai temi dello straniero, della differenza e delle differenze, a cui partecipano, con un interessante percorso didattico, alcune classi, con le loro docenti, di scuola media inferiore e superiore e che prevede anche incontri pubblici come occasione di confronto per quanti
e quante desiderano misurarsi con temi complessi e dolorosi, senza cadere nella semplificazione. Abbiamo chiamato il progetto Tessere come azione di dar vita, con fili diversi, a qualcosa che li contiene ma è anche altro rispetto a ciascuno di essi, e tessere come quelle che compongono un mosaico: anche in questo caso, la molteplicità dei componenti e l’unitarietà del prodotto finale.
Scritto da Evelina, il 17 settembre 2008

TESSERE
Trame (di) Esistenze Sguardi Saperi Esperienze Relazioni Emozioni

Cosa c’è dietro il velo? L’autrice, Giuliana Sgrena, parla di quelli che definisce i crimini silenziosi della «guerra dell’Islam contro le donne», della lotta e della resistenza condotte contro l’obbligo di celare il proprio viso con il velo, il chador, il burka. Una costrizione dettata dall’uomo integralista, che Sgrena definisce come «il più grande crimine contro l’umanità».
Di questo e molto altro parliamo con
GIULIANA SGRENA
lunedì 29 settembre 2008 ore 17,00
presso l’Istituto ISIS Niccolini Palli
via E.Rossi, 6 – Livorno
Giuliana Sgrena, giornalista e scrittrice, al “Manifesto” dal 1988, nella sua carriera ha avuto modo di realizzare numerosi resoconti da zone di guerra, tra cui l’Algeria, la Somalia, l’Afghanistan e l’Iraq, dove ha duramente pagato il suo impegno. Si è occupata particolarmente della condizione della donna nell’Islam. Tra i suoi libri: “Fuoco amico”, “Il fronte Iraq”, “Alla scuola dei taleban”, “Kahina contro i califfi”.
TESSERE: L’incontro fa parte di un itinerario di formazione e riflessione intorno ai temi dello straniero, della differenza e delle differenze, a cui partecipano, con un interessante percorso didattico, alcune classi, con le loro docenti, di scuola media inferiore e superiore e che prevede anche incontri pubblici come occasione di confronto per quanti e quante desiderano misurarsi con temi complessi e dolorosi, senza cadere nella semplificazione. Abbiamo chiamato il progetto Tessere come azione di dar vita, con fili diversi, a qualcosa che li contiene ma è anche altro rispetto a ciascuno di essi, e tessere come quelle che compongono un mosaico: anche in questo caso, la molteplicità dei componenti e l’unitarietà del prodotto finale.
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